MELISSANO (Lecce) – Ha lasciato il carcere, subito dopo l’udienza di convalida, Roberto Russo, il 22enne di Melissano, finito in manette nella tarda serata di mercoledì con le accuse di tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale dopo aver tentato di investire una gazzella dei carabinieri in un inseguimento ad alta velocità. Il giovane, difeso dagli avvocati Francesco Fasano e Alberto Ferro, ha ammesso gli addebiti negando però di aver voluto mettere in pericolo la vita dei militari. Si è spaventato perché era senza patente revocata a seguito di una serie di provvedimenti mentre tornava a casa della compagna e, messo alle strette, ha ingaggiato un inseguimento con le forze dell’ordine.

Per il gip Cinzia Vergine, (che ha convalidato l’arresto alleggerendo la custodia in carcere con quella più blanda dei domiciliari, in assenza del dolo non sussisterebbe l’accusa di tentato omicidio ferma restando la gravità indiziaria relativamente alla resistenza “posta in essere con modalità particolarmente cruente”. Ad ogni modo la misura dei domiciliari appare sufficiente per garantire le esigenze cautelari alla luce della gravità dei fatti, della personalità dell’indagato e delle restrizioni alla libertà già patite in passato.

Il giovane, mercoledì sera, era stato intercettato sulla provinciale Torre San Giovanni-Ugento da una gazzella dei carabinieri impegnati in un controllo su strada. N’è nato un inseguimento pratrottosi per alcuni chilometri prima che il giovane venisse bloccato davanti casa dove ad attenderlo c’erano gli agenti del Commissariato di Taurisano. A quel punto per Russo, che già a dicembre era finito nei guai perché trovato in possesso di circa 90 grammi di marijuana, si sono aperte le porte del carcere di Lecce.