DISO/MAGLIE (Lecce) – Si è difeso respingendo le accuse L.P., lo psicologo di 65 anni originario di Diso in servizio presso l’ospedale di Maglie, arrestato venerdì scorso dagli agenti della Squadra mobile di Lecce con l’accusa di aver palpeggiato un’allieva di 25 anni durante una seduta propedeutica ai test attitudinali per entrare in polizia. Questa mattina il professionista, difeso dall’avvocato Luigi Suez, è comparso davanti al gip Marcello Rizzo per l’interogatorio di garanzia.

In circa 45 minuti lo psicologo ha ripercorso quanto sarebbe accaduto nel suo ambulatorio il 2 luglio scorso spiegando di aver fatto adagiare la donna (residente in un comune del circondario di Maglie) sul lettino per praticare una tecnica di rilassamento che prevede massaggi nelle zone di tensione e a maggiore stress (alle braccia e all’altezza del seno) per alleggerire muscoli e nervi così come indicato in un preliminare colloquio. Ha negato, però, di aver mai palpeggiato la donna nelle parti intime così come invece riportato in denuncia.

E a irrobustire la tesi difensiva ci sarebbe un riscontro per nulla secondario: l’aspirante candidata che lo psicologo non  conosceva si è presentata ai test dopo un’ora e mezzo nella stanza adiacente senza lamentare alcun problema disagio partecipando regolarmente al concorso. Per il momento lo psicologo rimane ai domiciliari dal momento che l’avvocato non ha presentato istanza di scarcerazione.

Una versione che stride integralmente con la ricostruzione fornita dalla donna che, dopo una decina di giorni, ha deciso di denunciare lo psicologo mettendo nero su bianco i palpeggiamenti a cui sarebbe stata costretta a sottostare mentre era adagiata sul lettino. Una vicenda tutt’altro che chiusa alla luce dei chiarimenti forniti dallo psicologo. Nel frattempo come atto dovuto l’asl ha aperto un procedimento disciplinare a carico del professionista che fra due anni entrerà in pensione.