TUGLIE (Lecce) – Due indagati nell’inchiesta sull’incidente stradale in cui ha perso la vita il 28 gennaio il 26enne di Tuglie Anthony Toma sulla statale Lecce-Gallipoli poco dopo lo svincolo per Nardò. I nomi di E.C., 42 anni, di Ruffano e L.S., 56 anni, di Galatone, compaiono nell’avviso di conferimento dell’incarico della consulenza affidata in giornata dal pubblico ministero Stefania Mininni all’ingegnere Marcello Buggemi. I due indagati rispondono di omicidio stradale. Le operazioni peritali scatteranno il 28 febbraio prossimo e il consulente nominato dalla Procura dovrà accertare lo stato di luoghi dove si è verificato l’incidente; le condizioni di luce; dell’asfalto e di ogni alra circostanza con particolare riferimento alla direzione dei mezzi, alla velocità delle auto e se rispettavano i limiti di velocità.

Secondo una prima ricostruzione sulla dinamica Toma si trovava bordo di una Renault Megane Scenic, improvvisamente tamponata da un’Alfa Romeo Giulietta, condotta da un 42enne di Ruffano. Con le due auto ferme per strada sarebbe sopraggiunta una Fiat 500L, guidata da L.S. che ha impattato contro la Renault.

Per Toma, che si trovava al volante, ogni soccorso risultò inutile. I medici del 118 accorsi sul posto con più ambulanze, non poterono far altro che constatare il decesso. Brillante studente di ingegneria aerospaziale, Toma incarnava l’esempio cristiano di come scienza e fede siano la stessa cosa avendo origine in Dio e si ispirava allo scienziato Zichichi. Presidente di Azione Cattolica sezione Tuglie, era anche maestro di catechismo, attivo nelle iniziative solidali come nell’associazionismo cittadino. Un giovane integerrimo e dall’educazione eccelsa. Gli altri passeggeri coinvolti nell’incidente rimasero feriti in mono comunque non grave: A.S., 28enne, e G.S., 19enne, entrambi di Tuglie (che viaggiavano insieme a Toma); E.R., 42enne di Ruffano, conducente della Giulietta e L.S., 56enne di Galatone, alla guida della 500L.

Nell’inchiesta i due indagati sono difesi dagli avvocati Giuseppe Palese e Enrico Chirivì. I familiari di Toma da Giuseppe e Carlo Viva. I passeggeri, infine, da Isidoro Bernardi e Maria Rosaria De Salve.