NARDO’ (Lecce) – Avrebbe maltrattato la compagna sia durante la convivenza che dopo la fine della relazione per sei lunghi anni. E un 40enne di Nardò (non forniamo le generalità per tutelare le vittime) è stato confinato ai domiciliari con un’ordinanza disposta dal gip del Tribunale di Lecce Sergio Tosi e richiesta dal pubblico ministero Luigi Matroniani sulla scorta delle indagini condotte dai carabinieri della locale stazione al comando del luogotenente Vito De Giorgi. A mettere in moto l’ennesimo caso di abusi, soprusi e angherie tra le mura di casa è stata la denuncia della donna più giovane di quattro anni del suo compagno.

Spesso la vittima ha sottaciuto le violenze per paura di subire ritorsioni. E ha incassato le violenze in silenzio. Anche davanti ai figli. O peggio ancora nel periodo in cui era in gravidanza quando il compagno le avrebbe scaraventato addosso il tavolo della cucina mettendondo in serio pericolo la vita del nascituro. Ma lei, la vittima non ha denunciato. Almeno inizialmente. Come soggiogata da quel carattere dispotico del compagno. Neppure quando sarebbe stata minacciata di morte sol perché si era spostata con la figlia dalla cucina in un’altra stanza mentre doveva preparare la cena.

Le angherie e i soprusi non sarebbero finiti neppure dopo che la donna ha deciso din troncare quella relazione nell’agosto del 2019. Anzi. Gli episodi sarebbero cresciuti di numero e di intensità. A titolo esemplificativo basta sintetizzare quanto accaduto una sera di novembre qundo il 40enne prese la figlia con la forza per farla dormire con lui nonostante il disaccordo della madre per poi lasciarla sol perché la donna minacciò di chiamare i carabinieri inveendo nei suoi confronti di farle del male e di ucciderla. In questo episodio vale più di ogni altra parola il dolore della bimba che in lacrime si rivolgeva alla madre per dirle: “Papà mi ha detto che tu mi vuoi male mamma , è vero?”. Nei mesi successivi fino a poche settimane fa altri episodi confluiti in una richiesta di arresto avanzata dal pm e accolta dall’ufficio gip del Tribunale di Lecce.

L’uomo è stato ristretto ai domciliari alla luce della gravità delle condotte e del rischio di compiere altre azioni violente nei confronti della ex compagna e dei figli. A difenderlo, l’avvocato Tommaso Valente. Nella giornata di ieri il 40enne è comparso davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia ma si è avvalso dellla facoltà di non rispondere.