SOLETO (Lecce) – La Procura decide di accendere un faro sulla residenza sanitaria assistenziale “Le Fontanelle” di Soleto. Il fascicolo è coordinato dal sostituto procuratore Alberto Santacatterina (notizia riportata in esclusiva e ripresa alla meno peggio), alla luce delle molteplici segnalazioni pervenute in Procura in questi giorni. Si ipotizza il reato di abbandono di persone incapaci. Si tratta di un’indagine conoscitiva dopo le svariate segnalazioni dei familiari degli anziani ospiti nella struttura che hanno parlato di una situazione di totale disagio e abbandono così come riportato su alcuni articoli pubblicati in questi giorni dagli organi di stampa. A breve è attesa l’informativa dei carabinieri
sul sopralluogo effettuato una settimana fa sulla scorta delle telefonate ricevute dai parenti
allarmati dalle richieste di aiuto arrivate dai telefoni cellulari degli anziani. Ed allarmati dal
non ricevere risposta dal centralino della Rsa.

Allo stato sono cinque le vittime, 55 su 83 i contagiati tra gli ospiti e 11 operatori positivi al Covid-19 come riportiamo in un altro articolo nonostante le rassicutrazione del sindaco Graziano Vantaggiato. Numeri che fotografano l’emergenza espolosa in pochi giorni nonostante le rassicurazioni del sindaco e che hanno convinto gli organi inquirenti ad approfondire gestione, assistenza e cure fornite agli ospiti. Facile ipotizzare che in campo, a breve sulla scorta di nuovi esposti, possano scendere i carabinieri del Nas con un’ispezione all’interno della residenza sanitaria commissariata dal sindaco alla Asl nella giornata di mercoledì e affidata al direttore del distretto socio sanitario di Galatina, il dottore Cosimo Esposito dopo i primi contagi e l’abbandono della struttura da parte di medici e infermieri sprovvisti dei necessari dispositivi di protezione e con il timore di rimanere contagiati. Un fuggi fuggi generale che ha determinato una situazione di pericolo e di disagio tra gli anziani ospiti. In questi giorni molti familiari hanno raccontato delle difficoltà a contattare i propri parenti rimasti isolati per giorni. Molti lasciati senza mangiare e con problematiche pregresse che necessitano di cure quotidiane.

“Dal 28 marzo”, si legge nel comunicato, “è stato attivato un servizio di accettazione e trattamento delle richieste di informazioni sanitarie provenienti dai familiari degli ospiti (dalle 8 alle 20). “Alcuni problemi di comunicazione con le famiglie, riscontrate nella fase di avvio, sono da imputare alla mancata conoscenza diretta dei medici di tutti gli ospiti e dalla necessità di effettuare una prima valutazione clinica anche finalizzata all’eventuale ricovero dei Covid positivi e sintomatici. Dai prossimi giorni i familiari potranno parlare attraverso una videochiamata con i propri cari ospiti nella Rssa. E qualora le condizioni cognitive dei pazienti non dovessero consentirlo, le informazioni saranno date direttamente dai medici o dagli infermieri”.

Eppure i racconti dei tanti familiari che hanno avuto propri parenti ospiti nella struttura sono dei psicodramma. C’è chi ha parlato di persone positive nella stessa stanza di negativi. Di mancanza di informazioni sulle condizioni di salute pe giorni con gli anziani isolati e con il divieto di accedere alla struttura. Chi ha saputo del decesso di una parente solo a distanza di giorni. Il tutto mentre il contagio ha inizato a diffondersi lasciando vittime e contagiati. Su cui ora la Procura ha deciso di vederci chiaro.