Foto di repertorio

LECCE – Già finito nei guai nel 2018 per il “crac” dell’istituto di vigilanza “Gsg srl Velialpol”, nelle scorse ore è stato arrestato per scontare la pena residua di oltre 4 anni e mezzo di reclusione per il reato di bancarotta fraudolenta.

Si tratta del commercialista leccese Pasquale Pino, arrestato dagli agenti della squadra mobile di Lecce in esecuzione del provvedimento emesso nei suoi confronti dall’ufficio esecuzioni penali del Tribunale di Lecce. L’uomo dovrà scontare la pena residua di 4 anni, 7 mesi e 10 giorni di reclusione.

I fatti di cui è accusato Pino ruotano attorno al fallimento dell’istituto di vigilanza, dichiarato fallito nel 2016, che costò gli arresti domiciliari anche per i fratelli Piero e Giovanni Palma, rispettivamente amministratore di diritto e amministratore di fatto della società.

Coordinate dal pm Valeria Farina Valaori, le indagini dei finanzieri furono eseguite mediante l’analisi della documentazione aziendale e permisero di evidenziare come i due fratelli Palma – avvalendosi della partecipazione attiva del commercialista leccese – mediante artifici contabili, avevano detratto rilevanti poste attive aziendali per oltre 10 milioni di euro, procedendo anche all’occultamento di parte delle scritture contabili, in modo tale da rendere difficoltosa la ricostruzione degli accadimenti e degli affari della società.