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Case vacanze realizzate sulla costa: scatta il blitz, 35 indagati e 17 sequestri

F.Oli.

DISO (Lecce) – Case vacanze in fase di realizzazione su uno dei tratti di costa più suggestivi di tutto il Salento. Sono serviti quasi due anni di indagine ai carabinieri del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Lecce sotto la direzione della pm Maria Vallefuoco, per bloccare questo ennesimo scempio ambientale. L’attività è sfociata nel deferimento all’Autorità Giudiziaria di 35 persone con le acciuse, a vario titolo, per il reato di lottizzazione abusiva ovvero per illecita trasformazione urbanistica ed edilizia in area sottoposta a vincolo paesaggistico.

Il decreto è stato notificatoma al vecchio responsabile del piano e slla persona deputata al rilascio del permesso a costruire  Tecnico Comunale di Diso; ai direttori, progettisti e legali rappresentanti delle ditte che hanno eseguito i lavori e ai vari committenti. L’area in questione – come scrive la giudice per le indagini preliminari Giulia Proto – si trova in località “Marina dell’Aia” a ridosso di un tratto di litorale tra il Comune di Castro e la frazione del Comune di Diso caratterizzata da uno scenario ambientale naturale di incomparabile bellezza ed il declivio naturale sul quale sorge la lottizzazione è posto di fronte alla “Cala dell’Acquaviva”, una stretta insenatura nel mare circondata da ripide scogliere”.

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L’area interessata ha un’estensione di circa 25mila metri quadrati e degrada verso il mare con pendenze in alcuni tratti del 20-30 %. Le indagini si sono concentrate oltre che su attente analisi della vincolistica che caratterizza l’area, anche sugli iter procedurali amministrativi adottati ai fini della pianificazione territoriale e al conseguente rilascio dei vari permessi di costruire. Sembrerebbe infatti che l’Ufficio Tecnico avrebbe proceduto al rilascio dei vari permessi a costruire sulla base di un piano particolareggiato “marina dell’Aia”, inficiato dall’assoluta assenza di atti presupposti e prescritti per legge quali il parere paesaggistico, rilasciato dalla Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio di Lecce e  inoltre visto che trattavasi di rilevante intervento occorreva la sottoposizione dello stesso a procedura di Valutazione Ambientale Strategica ( VAS ) di cui all’art.6 del D.lgs. 152/2006.

Oltre a queste mancanze formali risultano anomalie sostanziali infatti sulla quasi totalità delle opere edilizie che presentano irregolarità in quanto realizzate mediante riporti e sbancamenti non autorizzati o autorizzabili nell’area.  Risulterebbe inoltre che sarebbero anche stati rilasciati permessi a costruire in zone ricadenti nel Parco Naturale Regionale denominato “Costa Otranto – S. Maria di Leuca e bosco di Tricase”, dove la stessa Legge Regionale n.8 del 2006 che regolamenta e autorizza al suo interno le sole attività agricole, forestali e pastorali, stabilisce il divieto assoluto di edificazione e di mutamento della destinazione dei terreni.

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A pochi giorni dalla pubblicazione della relazione annuale della Regione sugli abusi edilizi, dove il Salento si conferma la provincia più colpita, questa attività vuole essere una risposta da parte dei Carabinieri Forestali a contrasto delle continue aggressioni al territorio con conseguente consumo di suolo, cementificazione e depauperamento delle matrici ambientali.

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