di Marcella Negro – Lecce – Rinsaldare i rapporti di collaborazione e cooperazione sotto il segno della cultura e in particolare della cultura musicale, avendo come punto di riferimento il grande tenore Tito Schipa che tanto lustro ha dato nel mondo non solo alla città di Lecce ma anche all’Albania, terra d’origine della sua famiglia: questi i presupposti per il gemellaggio tra Italia e Albania da cui partire per porre le basi per un protocollo d’intesa che non si limiti a semplici visite ma che stabilisca molteplici attività che diano sostanza ad un interscambio culturale sotto il segno della musica.

«Questa dimensione della cooperazione è stata ben accolta da parte nostra e da me personalmente – Ha dichiarato l’ambasciatrice albanese in Italia Anila Bitri Lani in visita, nella mattinata di ieri, al Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce – Ritorniamo a parlare insieme di albanesi, italiani e arbëresh (italo albanesi) prendendo spunto da un artista, Tito Schipa, che ha interpretato i sentimenti, la musica, lo spirito, una sintesi di due popoli accomunati da una dimensione mediterranea».

I numeri parlano chiaro, dal punto di vista economico commerciale, in questi anni, la Puglia ha fatto grandi salti in avanti nei rapporti con l’Albania, senza tener conto dello sviluppo turistico che ha reso le coste dell’Albania la meta preferita di un gran numero di turisti italiani.

«Come comunità e soprattutto come Conservatorio, vogliamo stringere un rapporto molto intenso con l’Albania che per noi rappresenta una porta non solo di uomini e di merci ma soprattutto di cultura – Ha spiegato il presidente del Conservatorio di Lecce, Biagio MarzoQuesto è il punto fondamentale su cui riflettere, quello della cultura musicale. Il nostro compito è quello di costruire un ponte culturale attraverso la formulazione di un progetto che lo renda possibile. Due popoli e un mare, un popolo che ha vissuto insieme a noi questi ultimi decenni intensamente. Questo incontro deve essere propedeutico a formulare un progetto tra conservatori, la cultura pugliese, il popolo e le istituzioni albanesi».

 

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