MELENDUGNO (Lecce) – Le analisi compiute da Arpa Puglia sui campioni di materiale cementizio del pozzo di spinta del cantiere Tap in località San Basilio “evidenziano che non si evincono superamenti delle concentrazioni di soglia di contaminazione (CSC) per le acque sotterranee e per i terreni, sia degli strati superficiali che di quelli più profondi, per tutti i parametri analizzati”, compresi Arsenico, Manganese, Cromo totale, Cromo esavalente e Nichel.
Il test di cessione sui campioni di materiale cementizio del pozzo di spinta “ha consentito di rilevare la presenza di Cromo, totale ed esavalente, nello stabilizzato di cava dell’area conci e nel cemento utilizzato per il pozzo di spinta”. “Assumendo – spiega l’Arpa -, ai fini esclusivamente qualitativi, come termine di confronto i valori delle CSC definiti per le acque sotterranee, i valori riscontrati di Cromo esavalente risultano essere più elevati della CSC medesima”. Quest’ultima metodologia di analisi è contestata da Tap. Intanto in mattinata, in Procura, si è svolto un incontro tra il pubblico ministero Valeria Farina Valaori (titolare del fascicolo d’indagine) e i carabinieri del Noe per valutare i nuovi step dell’indagine.