Sicuramente l’epoca a cavallo fra la prima metà degli anni ’90 e gli inizi del nuovo secolo ha rappresentato un momento particolarmente felice per il jazz made in Salento. Tanti erano i gruppi che allietavano le serate nei diversi locali di Lecce e provincia, solo per citarne alcuni ricordiamo La Caffetteria di Via Fazzi, il Gaio Loco, La Torre di Merlino, il Pepe Club, il Le Club, il Vico Palmieri, il Corto Maltese, il Poco Loco ad Uggiano la Chiesa, La Piazzetta del Ciack a Castrignano dei Greci, L’Atmosphere a Leverano e via dicendo, ai quali dopo qualche tempo si sarebbe aggiunto anche il celebre Cagliostro, divenuto il punto di riferimento del jazz leccese per circa un decennio e mezzo. Quasi una sorta di competizione fra i suddetti locali, che mensilmente offrivano un nuovo programma musicale riportante il susseguirsi delle formazioni nei vari giorni. In tal modo l’agenda dei jazzofili nostrani era costantemente aggiornata. Non mancavano ovviamente anche appuntamenti importanti, che portavano in questo lembo di terra musicisti di caratura internazionale, in special modo durante il periodo estivo quando i riflettori si accendevano sul palco di Maglie Jazz, successivamente ribattezzato Salento Jazz.

Ma quali erano le formazioni che si susseguivano sulla scena della movida, intorno alla metà dell’ultimo decennio dello scarso secolo? Citarli tutti diventa un’impresa, tuttavia non possiamo esimerci dal ricordare l’Intensive Jazz Band con Roberto Gagliardi al sax, un giovanissimo Cesare Dell’Anna alla tromba, Mauro Tre al piano, Michele Colaci al contrabbasso e Massimiliano Ingrosso alla batteria. Altro gruppo noto erano i Memories Jazz Quartet con Francesco Leo al sax alto, Stefano Pellegrino al piano, Dino Saracino al basso ed Antonio Ferriero alla batteria. Ovviamente non si trattava di formazioni rigide, poiché spesso si assisteva alla sostituzione di un elemento, temporaneamente assente, con uno proveniente da un altro sodalizio, ma questo rappresenta proprio il bello del jazz, musica nella quale ogni elemento e’ intercambiabile in qualunque momento. Voglio ancora ricordare il nome di qualche altro gruppo: Jazz no problem, facente capo ad Achille Carlucci, i Sottopalco, sotto la guida di Maurizio Cianfano, i Free Steps, i Mixolidian ed i Minton’s Jazz Quintet di Gaetano Filieri ed Ennio Brunetta, nel quale militava anche chi scrive.

Prima di concludere, però, bisogna necessariamente ricordare il Pub Underground a Maglie, dove negli anni ’80, ogni venerdì, si svolgevano esaltanti jam sessions fra i jazzofili nostrani, oltre ad ospitare eventi di alto livello con ospiti di caratura internazionale, il Tam Tam a Tricase, Nostra Signora dei Turchi a Giurdignano, contemporanei al precedente, ed il mitico Le Caveau Jazz Club di Lecce, nome ripreso dal celebre locale jazz parigino sito in Rue de la Hachette, teatro anch’esso di jam sessions nei primi anni ’90.

 

Cosimo Enrico Marseglia