LECCE – Marco Miceli, candidato del Pd a sostegno di Carlo Salvemini, interviene nel dibattito politico di questi giorni per spiegare quali devono essere i veri obiettivi di una pubblica amministrazione: far fiorire imprese innovative e competitive sui mercati internazionali. Il termine “Silicon valley” richiama alla mente quei giovani geniali e lungimiranti che con quattro soldi in un garage fondavano quelle che sarebbero diventate le più grandi aziende del pianeta negli ultimi decenni del secolo scorso: Apple, Microsoft, IBM e tante altre – spiega nel suo comunicato il giovane professionista- Il momento era estremamente propizio per lo sviluppo del settore, perché stava nascendo la cosiddetta ‘rivoluzione informatica’ nel lavoro e tutti i settori commerciali, produttivi e di servizi del mondo occidentale, si preparavano ad utilizzare le nuove tecnologie nello svolgimento quotidiano delle loro attività.

Dopo quasi 50 anni da quell’era magica per le aziende hi-tech degli Stati Uniti, lo scenario è cambiato rapidamente nel mondo, perché la situazione si è – per così dire – ‘stabilizzata’: la diffusione dei computer nei posti di lavoro ha ormai quasi raggiunto la completa saturazione nel mondo industrializzato, né si vedono all’orizzonte nuovi sviluppi hardware e/o software che possano provocare una nuova forte rinascita della domanda, se non per quanto riguarda la sostituzione degli impianti obsoleti o la riparazione ordinaria di quelli ancora adeguati.

La situazione locale del settore è piuttosto asfittica. Nella nostra provincia (dati al 2018) sono attive circa 1000 aziende, con circa 2000 addetti, iscritte alla Camera di Commercio nell’ambito“Servizi di informazione e comunicazione”, di cui quasi la metà nel territorio di Lecce. Si pensi che la situazione nazionale (dati Istat 2011) conta quasi 100 mila (!!!) imprese operanti nell’Information and Communication Technology. Probabilmente è per questo motivo che molti valenti giovani, laureati in ingegneria elettronica o in fisica o in ingegneria informatica nell’Università del Salento, lasciano la loro città per andare a cercare la giusta collocazione al Nord d’Italia o in altri Paesi.

Eppure non ci mancano le risorse all’avanguardia nello sviluppo della tecnologia: l’Università del Salento è una fucina di start up che operano nel mondo della robotica sotto la guida di eminenti luminari della scienza e della tecnica. Ma purtroppo i ricercatori – dopo le loro esperienze all’estero – tornando a Lecce non trovano il terreno fertile di imprese che possano mettere a frutto l’impegno e la genialità dei loro studi e delle loro ricerche.

Concludo affermando che maggiore attenzione dovrebbe essere prestata dall’Amministrazione Comunale, per mettere in campo agevolazioni, incentivi, occasioni di incontro e di scambio di esperienze, affinché possano essere attirati nel nostro territorio investimenti strategici per lo sviluppo futuro”.