Tornare in pista dopo soli due anni per una sfida che possiamo definire completamente nuova. Che effetto le fa?

Vivo questa nuova avventura con grande entusiasmo e forte responsabilità e motivazione perché Lecce in soli due anni è stata portata indietro di un decennio; ora bisogna ricominciare a farla crescere, perché la nostra è una città con grandi risorse e potenzialità, deve tornare al suo percorso evolutivo che aveva intrapreso. Il centro sinistra l’ha paralizzata è trasformata in una qualsiasi città di provincia triste e incolore.

Da ex assessore all’Urbanistica del Comune di Lecce, cosa ci dice del Piano Comunale delle Coste?

Il piano che avevamo elaborato era un giusto mix fra l’esigenza di tutela del territorio e dell’ambiente e la vocazione turistica da valorizzare per consentire uno sviluppo economico ecocompatibile. Quello preparato da Salvemini mortifica la capacità imprenditoriali con un atteggiamento punitivo ideologico. E questo piano tanto osannato è stato di fatto smontato dai rilievi negativi di Sovrintendenza e Regione.

E il Piano Urbanistico generale, era ad un passo dall’essere approvato, ora di nuovo impantanato… Intanto la città aspetta.

Quello che è successo nel periodo di discussione del Pug in commissione è stato vergognoso. Il centrosinistra evidentemente voleva rimandare l’approvazione nella speranza di essere alla guida della città dopo le elezioni, ma in due anni, con un Pug pronto, non sono riusciti a fare nulla di più se non chiacchierare per demonizzare un lavoro che, mi piace ribadirlo, è stato fatto a porte aperte, con processi partecipativi elogiati dalla Regione che ha approvato con la conferenza di co-pianificazione l’impianto strutturale del Piano stesso che rispettava il principio del risparmio del suolo. A dispetto delle accuse di cementificazione che sono venute, o per ignoranza o per malafede, il piano conteneva delle clausole di salvaguardia che avrebbero consentito l’aumento graduale ed eventuale della volumetria totale solo in presenza di un incremento demografico.  Quel Pug era il Piano di tutti i leccesi che lo avevano partecipato dal basso e solo una manovra politica di bassa lega ha bloccato, attraverso il peso politico della regione ,la sua approvazione che pure avremmo potuto fare con la forza dei numeri; abbiamo preferito non farlo per eccesso di trasparenza e correttezza. Ho rammarico per il lungo lavoro svolto da persone competenti, preparate e zelanti e, soprattutto, ho rammarico per i cittadini. Il Nostro Pug è stato attaccato senza alcun motivo, anche perché una qualità particolarmente significativa del nostro Piano era la flessibilità, e cioè la sua capacità di adattarsi alle situazioni e alle esigenze urbanistiche che negli anni si sarebbero potute verificare, uno strumento che avrebbe reso Lecce una città “resiliente”, cioè capace di adattarsi affrontando i cambiamenti necessari e agendo attraverso una progettazione di qualità degli spazi pubblici, ma anche di quelli privati, per venire incontro alle esigenze del territorio e dei leccesi.  

Lei, come abbiamo ricordato, è stato assessore all’Urbanistica, ma è anche un medico. Il Pug è lo strumento che si occupa dell’uso e delle trasformazioni del territorio e quindi incide anche sulla qualità della vita dei cittadini. Secondo lei quella dei leccesi come si può migliorare dal punto di vista della rigenerazione urbana?

Uno degli obiettivi principali della pianificazione urbanistica è esattamente quello di migliorare la qualità della vita dei cittadini con residenze adeguate e accessibili, aree attrezzate a verde, abbattimento delle barriere architettoniche, progettazione di infrastrutture, limitando la massimo l’uso del cemento per utilizzare altri materiali eco-compatibili. Quella dell’urbanistica è una materia mi ha particolarmente appassionato proprio perché, come lei ha ribadito, io sono un medico e mi rendo conto di quanto una buona qualità della vita incida sulla salute e sul benessere psico-fisico dei cittadini. In più oggi c’è una maggiore consapevolezza dei problemi ambientali, che nelle città si manifestano con evidenza. Il concetto di qualità urbana va di pari passo anche con quello ecologico ed ambientale.

A proposito di qualità della vita, ha parlato di un centrosinistra che avrebbe paralizzato Lecce. Quali sarebbero secondo lei gli errori che il centrosinistra ha commesso nella sua breve permanenza alla guida della città?

L’amministrazione Salvemini ha dimostrato di essere inadeguata e incapace; è sotto gli occhi di tutti lo stato in cui questa città è stata ridotta in quasi due anni di governo. Solo un atteggiamento punitivo, ideologico verso chi lavora e fa impresa in qualche maniera e quindi guerra ai commercianti, alla movida, a lidi balneari, agli artigiani , cacciati dai loro storici luoghi di lavoro per fare posto ai tendini di circo ,come nel caso tragico dei Teatini . E tasse, tasse e ancora tasse e un pre-dissesto assolutamente evitabile che condanna città e abitanti al grigiore più assoluto e a tristi prospettive. Una tragedia!

Che cosa, secondo lei è urgente per Lecce?

E’ urgente tornare a svilupparsi e a migliorarsi, a dare a questa città possibilità di crescita. La mia idea di politica è quella al servizio dei cittadini; urgente in questa città è cercare di favorire, piuttosto che ostacolare, il loro lavoro, quello dei commercianti per esempio e dei locali ricettivi in generale. Bisogna adottare strategie politiche che si muovano in questa direzione, perché già il momento storico è particolarmente difficile, se la politica non aiuta chi lavora, allora non si può nemmeno definire politica. Dobbiamo tornare a far vivere questa città, a farla sorridere di nuovo.

Lei ha sempre militato nel centrodestra, anzi i suoi natali politici sono quelli della destra. Perché ha scelto di passare alla Lega?

I valori di destra messi nella cornice del buonsenso, è questo quello che fa la Lega. Chi attacca Salvini lo fa perché si rende conto che il suo modo di essere funziona. Non c’è alcun pericolo fascismo, e chi lo dice offende l’intelligenza degli italiani. Gli Italiani hanno una loro Costituzione (rigida) che hanno già difeso a furor di popolo il 4 dicembre 2016 dall’indecente banda di Renzi e della Boschi.   

La società è in continua evoluzione (a volte anche involuzione, purtroppo); si modifica come è sempre accaduto, resistere al cambiamento è impossibile, ma farne parte strategicamente per cercare di accompagnare la società a una inevitabile metamorfosi provando a salvarne i valori, quello si può fare, ed è compito della politica, perché la politica che deve tutelare, difendere e proteggere i cittadini. Ognuno di noi è libero di pensare, parlare e agire come crede, nel rispetto verso gli altri, è chiaro. Il rispetto delle regole è alla base del nostro vivere civile e della democrazia. Ci sono valori che si stanno perdendo e questa crisi sta portando le nuove generazioni ad un vero e proprio smarrimento. Nazionalismo non significa xenofobia; identità culturale non significa razzismo; rispetto per le regole non è fascismo. Ho scelto la Lega perché mi sono accorto che era il partito più vicino ai miei valori. Per quanto riguarda Salvini, ha il merito di aver saputo dare delle risposte ai cittadini, perché a differenza di altri leader ha promesso e ha fatto, credo sia questa la sua forza: l’affidabilità. I cittadini per anni sono stati lasciati soli e oggi, chi è artefice di questo scempio, tenta di screditare in tutti i modi la Lega e il suo leader, addirittura attaccando e sfasciando i posti dove la gente esprime liberamente il proprio pensiero, come il nostro gazebo in piazza Sant’Oronzo, proprio ieri. Quelli che tacciano Salvini di avere idee fasciste sono gli stessi che, attraverso questi gesti, attentano alla democrazia. Ecco, quello del rispetto verso gli altri, verso le idee degli altri e verso la loro libertà di manifestarle, per esempio, è uno dei valori che stiamo evidentemente perdendo. Altro che allarme fascismo!