LECCE – “Il collegio non ha osservato le regole riaprendo i termini” – questo è il nuovo motivo di scontro tra 3 professori contro altri tre colleghi nell’Accademia delle Belle Arti all’interno del Consiglio. La battaglia è durissima. “I cinque nomi arrivati solo a qualcuno non piacevano, invece hanno tutti i requisiti per essere in gara” – ci spiega un membro del Consiglio avversario del direttore. “I termini potevano essere riaperti perché lo prevede lo statuto: una circolare non può superare le previsioni di un regolamento” – replicano i sostenitori della riapertura dei termini. Le cinque candidature arrivate per la presidenza non bastavano a qualcuno: i nomi non convincevano. “Per quanto mi riguarda: tutti i nomi giunti dopo il 24 maggio sono irregolari” – ha chiarito il professore Antonio Elia in Consiglio. Dunque, per la sua squadra la candidatura di Adriana Poli Bortone è fuori gioco. Un atteggiamento che i suoi avversari sono disposti a contrastare fino a un’eventuale sfida davanti ai legali. 

La dichiarazione di voto del professore Elia contro la riapertura dei termini è avvenuta il 27 giugno, quando è stato deciso di far saltare il banco per prendere un altro mese, visto che per qualcuno i 5 nomi da cui attingere la terna non erano sufficienti. Ciracì, Manca, Puzzovio, Marcella Rucco e un nome giunto il 24 maggio (un commercialista: Massimiliano Baldari) sono le prime personalità in campo. Ma tre professori non ci stanno, per loro la riapertura dei termini è illegittima. La prima circolare del direttore dell’Accademia invita tutti a proporre dei nomi (i membri del CDA devono indicarli fornendo curriculum e disponibilità). In Consiglio si sfidano sono 6 docenti, un direttore e 2 rappresentanti studentesche della consulta. Simona Manca e Puzzovio sono i nomi presentati dal gruppo del professore Elia. Il Ministero dirà l’ultima parola sui tre nomi che saranno inviati a Roma. Intanto, il nome di Adriana Poli Bortone, venuto fuori in un secondo momento, scatena l’entusiasmo di alcune personalità leccesi. “Io non entro nel merito dei nomi che verranno fatti in un secondo momento, ma le regole parlano chiaro: i termini sono scaduti a maggio” – spiega uno dei professori che si è opposto alla riapertura dei termini per la presentazione delle candidature.

C’è, invece, chi comincia a fare il tifo per la senatrice. “È il nome migliore: quella con più esperienza e competenza nel campo dell’amministrazione culturale” – afferma il presidente di Laica, Roberto Fatano. “È il nome più azzeccato: è un’istituzione leccese, che ha avuto anche l’importante incarico recente di assessore alla Cultura a Matera, oltre a quello che ha fatto in passato che tutti conosciamo. Il nome mi sembra tra i più autorevoli. Stimo anche Ciracì, che è stato il nostro presidente. Conosco di meno Simona Manca, con cui ho avuto a che fare solo quando era assessore alla Cultura della Provincia” – spiega Giuseppe Spedicati. “Lo statuto prevede la riapertura dei termini, quindi il nome di Adriana Poli Bortone è legittimamente in campo – chiarisce Salvatore Labriola, sindacalista del comparto cultura della CGIL – La Poli dal punto di vista politico e dell’esperienza non ha niente da invidiare a nessuno. Sarebbe meglio una personalità leccese, che conosce meglio la nostra realtà, anziché un brindisino. Non è una questione di campanile, ma di meriti: la senatrice ha avuto un ruolo di primo piano a Matera, Capitale della Cultura”. Il nuovo assessore alla Cultura di Lecce, Fabiana Ciciriello, invece, preferisce non esprimersi.