di Flavio De Marco

In molti, sicuramente in moltissimi, questa sera, si troveranno con il naso all’insù per ammirare la facciata di Santa Croce a Lecce: giù il velo e tutti ad osservare la ristrutturata meraviglia del barocco leccese, lo stupore di un barocco unico, esplosivo per fantasia e ricchezza. La pietra leccese si è fatta modellare dagli scalpellini che hanno interpretato il proprio tempo delle “metamorfosi” e del “rinnovamento”, la vivacità nelle scienze e nelle arti, la nascita dell’homo novus, la voglia di farsi mettere sul rogo pur di non abbassare la testa dinanzi ai poteri. La libertà in senso aulico, insomma.

Certo, stasera si penserà allo spettacolo ed in fondo è giusto così. Ma Santa Croce non è solo uno dei monumenti più importanti del mondo per la sua portata artistica ed architettonica (il nostro giornale ha già curato una sfiziosissima anteprima sul suo svelamento), la basilica è anche una delle opere d’arte più ricca di simboli esoterici. Santa Croce venne terminata nella seconda metà del seicento ed alcuni parallelismi con la massoneria sono abbastanza arditi, almeno con la massoneria la cui nascita si fa risalire ai primi anni del 1700 in Inghilterra. Ma, allo stesso modo è bene chiarire che molti simboli in Santa Croce sono gli stessi di tante organizzazioni “iniziatiche”.

I simboli di cui abbonda la massoneria moderna vi sono (come evidenziato in tanti suoi libri mio padre, Mario De Marco): sull’architrave di Santa Croce due angeli sostengono un compasso ed un regolo; il profilo in basso rilievo a sinistra del rosone potrebbe rappresentare il Baphomet, riconducibile alla cultura templare; la melagrana, poi, non è solo un simbolo richiamante il rinnovamento ecclesiastico, nella istituzione massonica può rappresentare anche l’unità in una loggia e la fertilità.

Insomma significati o significanti? I significanti in relazione tra loro, per dirla con Lacan, possono determinare un significato: incredibile, pensate, una volta tanto qualcuno potrebbe pensare che esista un significato dietro un “velo svelato”, dietro lo spettacolo, dietro la parte sensazionale e non più sensitiva.

Santa Croce, in quanto a simboli e monumenti

Di certo una considerazione si impone: restituire Santa Croce al suo splendore è un atto fondamentale per essere più liberi, liberi di sentirsi “vivi” ed “agenti” in una delle città più belle e misteriose mai esistite.