di Gaetano Gorgoni

LECCE/SURBO – La valutazione di impatto ambientale dice che l’abitato dista dall’impianto 1300 metri. È ormai assodato che non ci sono case sparse più vicine, ma è arrivato il tempo per MetApulia di affrontare tutte le istituzioni intorno a un tavolo. La conferenza dei servizi è fissata per il 3 settembre. “La distanza dai dai centri abitati è quella giusta” – assicurano i promotori del progetto. Sul sito della Provincia di Lecce è possibile scaricare tutte le informazioni sull’impianto di MetApulia, che dovrebbe sorgere nella zona industriale di Surbo. Il sindaco aveva avversato il progetto, ma oggi Comune di Surbo è commissariato. Il piano regionale impone 2000 metri di distanza, ma se il proponente produce uno studio sull’impatto odorigeno che dimostri che non ci saranno problemi il progetto può essere salvato, secondo la normativa regionale. Adesso c’è anche uno studio redatto da uno spin-off dell’Università di Bari, che assicura che non ci saranno problemi di miasmi nemmeno nella zona industriale: questo documento permette a MetApulia di sperare nel superamento di tutti gli scogli anche se l’abitato è a una distanza inferiore da quella necessaria.

Per rassicurare i cittadini di Surbo MetApulia ha previsto un’app, “Odortell”, che si può installare sui cellulari di tutti per segnalare in tempo reale eventuali anomalie: una segnalazione che arriva ai gestori, all’Arpa e all’Asl. “Noi non saremo l’alternativa al pubblico – spiega l’avvocato Piero Seracca – ma contribuiremo a  risolvere un problema con l’efficientamento del sistema, aiutando cittadini e istituzioni”. Scarti organici della cucina e dei mercati arriveranno nell’impianto e saranno trasformati in compost di qualità (certificato) distribuito gratuitamente ad agricoltori e florovivaisti della zona, ma sarà ricavato anche biometano per le auto.