di Gaetano Gorgoni

CAMPI/SQUINZANO/TREPUZZI- La scorsa settimana il nostro giornale ha dato la notizia in anteprima dell’accelerata impressa da alcune amministrazioni per le fusioni che portano maggiori risorse e risparmio di personale. Le amministrazioni di Trepuzzi, Squinzano e Campi hanno affidato uno studio di fattibilità all’Università del Salento, che è stato consegnato in questi giorni. Un Comune unico, nato dalla fusione di queste importanti città del nord Salento, che condividono già la Marina di Casalabate (ceduta da Lecce a Squinzano e Trepuzzi, che in estate vanta 30 mila presenze), darebbe vita al secondo centro più popoloso è più esteso della provincia di Lecce, spodestando la città di Nardò.

I sindaci Giuseppe Taurino e Gianni Marra stanno promuovendo con entusiasmo questa fusione. Più prudente il neo sindaco Alfredo Fina. “È solo una chiacchierata tra amici in cui ho espresso parere favorevole per quanto riguarda le unioni dei Comuni, ma mi sono riservato di studiare tutta la documentazione prodotta al riguardo e di discuterne con altre persone competenti prima di dare un parere- spiega il sindaco di Campi – Tanti bandi su piste ciclabili e rigenerazione sono più accessibili unendoci. Faremo un incontro e poi dirò come la penso. Sto studiando in questi giorni”.

Il percorso di unificazione è lungo ed è necessario un referendum, come prevede la Costituzione, che coinvolga le popolazioni interessate. Nel sud Salento molti comuni sono a lavoro dopo l’unificazione di Acquarica e Presicce. Ora ci privano Matino e Parabita. Presicce e Acquarica hanno guadagnato 136 mila euro all’anno per 5 anni più un finanziamento una tantum di 500 mila euro già incassati. Nel 2020 Acquarica/Presicce entrerà nel sistema del contributo statale e percepirà 1 milione e 170 mila euro l’anno.  I Comuni che attendono i soldi del 2019, però, hanno avuto una sgradevole sorpresa: hanno meno risorse di quelle previste (ma i 40 milioni a fusione restano in campo) perché il governo non ha tenuto conto che in Italia sono state fatte 26 fusioni in più.

Il contributo che si attendeva, quindi, si riduce se il governo non aumenta il fondo. Lo Stato ci guadagna perché risparmia su altre spese. Il problema del 2019 è un taglio che arriva fino al 50 per cento, ma queste somme potrebbero essere ridate indietro. Bisogna capire cosa farà il prossimo governo. È certo che un sistema unificato di polizia e di gestione amministrativa produce risparmi e maggiore efficacia.