Continua il nostro viaggio tra i vicoli della città di Lecce alla ricerca e valorizzazione delle edicole votive.

A pochi passi dalla suggestiva Piazza S. Oronzo, in  Vico del Sole, dal profumo barocco, al n. 15 resiste maestosa nella sua semplicità  un’altra nicchia dedicata alla Madonna del Carmine.

Databile intorno al 1915-1920, di dimensioni 57×54 cm, a 2 metri dal piano stradale, olio su lamiera.  Con molta probabilità i committenti furono un calzolaio di cognome Rucco e un sacerdote che abitavano in quel vicolo.

La Madonna tiene in braccio il Bambino Gesù. Dalla mano destra della Vergine pende l’abitino tipico della Madonna del Carmine, simbolo di salvezza.

L’edicola è chiusa da uno sportellino in legno con vetro e riparata da due tegole. Alla base una piccola mensola in pietra leccese. All’interno dell’edicola dei fiori, e all’esterno due piantine comuni sono segni di una devozione popolare che continua ancora nel tempo.

L’essenzialità è la caratteristica di questa edicola votiva, che richiama la delicatezza del volto di madre della Madonna, alla quale  tante donne hanno affidato nel tempo le proprie preghiere.

La devozione alla Madonna del Carmine, molto diffusa a Lecce, fu portata dai padri Carmelitani che giunsero nella città intorno al XV secolo, occupando in un piccolo convento fuori le mura. Allontanati da Lecce intono al 1807 per decreto napoleonico, lasciarono alla città la Confraternita che custodì e tramandò tale culto.

Infatti, quasi tutte le chiese del borgo antico di Lecce presentano raffigurazioni della Madonna del Carmine, memoria di una devozione che continua nel tempo, di una fede radicata in  una vita genuina, ma vera. Una fede che non ha bisogno di maestose costruzioni o articolati discorsi, ma si ‘accontenta’ di elementari preghiere, fidandosi e affidandosi a Maria.

 

Scheda per l’approfondimento e ubicazione delle edicole in De Simone G., Lecce. Le edicole sacre del borgo antico, Edizioni del Grifo, 1991.