Foto Michel Caputo

Gabriel 4: dopo il pasticcio contro il Genoa in occasione del gol di Pandev, l’orrore contro il Brescia sul gol di Torregrossa. Nel secondo tempo sembra dover uscire per un problemino fisico. Giusto il tempo di rassicurare la panchina sulle sue condizioni che prende il terzo gol facendo transitare la palla lungo tutta l’area piccola. Essere sempre quello di Firenze sarebbe chiedere troppo, ma nemmeno quello delle ultime due uscite.

Rispoli 5,5: uno dei meno peggio tra i ragazzi Liverani. Cresce in condizione e brillantezza ma purtroppo quest’oggi serve davvero a poco la sua spinta ritrovata.

Rossettini 5,5: fa il suo senza sbavature eclatanti, ma anche senza mettere pezze sui buchi dei suoi compagni di reparto. Nella prossima ritroverà il suo alter ego Lucioni con la speranza che tutta la difesa ne trovi giovamento.

Dell’Orco 5: in fase di impostazione si apprezzano le sue doti tecniche figlie di piedi educati. In area di rigore palesa i suoi limiti come difensore centrale perdendo l’uomo in occasione di due gol su tre.

Calderoni 5: la spia della riserva è accesa ormai da tempo. Non riesce a spingere e nemmeno a proporsi. Subisce passivamente l’incedere dei cursori del Brescia. In occasione del secondo gol risulta coprotagonista del fantozziano pasticcio di Gabriel. Liverani deve trovare un’alternativa sulla corsia mancina.
Babacar 6: entra e dopo pochi secondi regala una giocata da campione. Con l’andare dei minuti ci mette tanto impegno ma senza riuscire a trovare la giocata risolutrice.

Tabanelli 6: si batte dal primo all’ultimo minuto senza arrendersi mai all’idea che oggi la sua squadra, proprio non c’è. Fascia di capitano ampiamente legittimata che però avrebbe meritato un esito diverso.

Tachtsidis 5,5: impreciso e affrettato in alcune scelte, ma pure lui non molla mai. Vince spesso i duelli fisici a centrocampo e con il nervoso Balotelli. Predica nel deserto senza trovare discepoli che valorizzino la sua parola.

Foto Michel Caputo

Majer 5: lontanissimo parente del calciatore ammirato ad inizio campionato. Dallo scorso campionato l’unico giallorosso ad alzare i ritmi di gioco e pressare senza soluzione di continuità. Oggi, al pari dei suoi compagni, è stato surclassato proprio nella sua dote migliore. Sfortunato in occasione dell’infortunio che probabilmente lo costringerà almeno ad un mese di stop.
Farias 6: nervoso, nervosissimo. Rischia il rosso per un’entrata killer decisamente inutile a tempo scaduto vicino la bandierina del calcio d’angolo. Però deve giocare dall’inizio. Punto.

Shakov 4: bisogna ripetersi nel commentare l’ennesima prestazione anonima e abulica. Non sbaglia nessun pallone semplicemente perché non ne tocca nemmeno uno. Le sue occasioni, al contrario di altri panchinari di lungo corso, le sta avendo senza riuscire a convincere, anzi, deludendo sistematicamente. Il Lecce, per raggiungere la salvezza, non può affidarsi a questo Shakov.
Falco 6: ci risiamo. Palla al piede al limite dell’area di rigore invece che puntare verso la porta e fare male aspetta la sovrapposizione di Rispoli. Però, c’è da dire, che non può entrare sempre a risultato compromesso e concorrere alla santità dispensando miracoli. Al pari di Farias. Deve giocare dall’inizio. Punto esclamativo.

foto di Michel Caputo

Lapadula 6: solito guerriero indomito. Non conosce la parola resa e si batte come un leone su ogni pallone. In realtà ne arriva nemmeno uno buono dalle sue parti. Tranne forse il primo che fa pensare al rigore, ma ovviamente è fallo contro.

La Mantia 4,5: questa volta palloni buoni da prendere di testa non ne arrivano. Uno buonissimo però gli capita ed è una di quelle occasioni che un bomber di razza non si lascia sfuggire. I suoi piedi, però, non rispettano le aspettative e sparano su Alfonso senza l’opposizione dei difensori bresciani.