Imbula autore del gol giallorosso

Vigorito 5,5: non è facile essere il titolare delle seconde linee dopo essere stato protagonista lo scorso anno. Con un paio di grandissimi interventi riscatta in parte l’immobilismo sulle cinque reti. Spesso poteva farci poco, ma almeno avrebbe potuto provarci.

Benzar 4,5: titolarissimo con la nazionale rumena è finito ai margini del progetto tattico di Liverani dopo la gara casalinga con il Verona. Sicuramente lo scarso feeling con il tecnico romano lo aiuta poco, ma di suo ci mette tanto, toppando alla grande occasioni come quella di oggi. La sua permanenza nel Salento sembra arrivata già al capolinea.

Rossettini 5,5: viene la tentazione di dargli la sufficienza, che in realtà meriterebbe, ma quando la tua squadra prende cinque gol e tu sei il più anziano in campo, hai anche tu una dose importante di responsabilità.

Riccardi 4,5: capitano a sorpresa nella gara del Paolo Mazza. Tradisce le aspettative di quanti si chiedevano se sarà lui a sostituire lo squalificato Rossettini. Ha sulle coscienza almeno un paio di gol.

Dell’Orco 5,5: senza infamia e senza lode la sua partita. Terzino atipico con chiare peculiarità difensive ha la fortuna di non trovarsi un Igor dalla sua parte.

Petriccione 5,5: uno dei migliori giallorossi sino a quando non lascia il campo. Ha il demerito di adeguarsi all’apatico primo tempo dei suoi compagni abbassando il ritmo in maniera inusuale.
Majer 6: poco più di mezz’ora per ritrovare il campo dopo gli acciacchi fisici. Il suo ritorno è importantissimo per affrontare un filotto di partite fondamentali per l’esito finale della stagione.

Imbula 6: bah! Oggetto misterioso che continua a suscitare perplessità. Pochi minuti in campionato da quando è arrivato, disputa una gara nella quale forse va più lento di Tachtsidis (e ce ne vuole) ma riesce comunque a realizzare un bellissimo gol. Lascia tantissimi dubbi sulla sua reale posizione in campo e ancora maggiori sulla sua condizione fisica.

Vera 6: reinventato da Liverani come il Bale colombiano, appare il tipico “vorrei ma non posso”. Attaccante esterno di sinistra alterna errori grossolani a strappi in velocità che lasciano intravedere quelle potenzialità di cui si parla dal suo arrivo nel Salento. Pennella una punizione sulla testa di Lapadula dimostrando che in effetti il piedino c’è. Forse ha solo bisogno di più partite vere.

Lo Faso 5,5: primo tempo da spettatore non pagante che trotterella per il campo di gioco dello stadio di Ferrara durante una partita di Coppa Italia tra Spal e Lecce. Nel secondo tempo dimostra di essere un giocatore di calcio e di avere idee e proprietà tecniche. Anche per lui, vale lo stesso discorso di Vela sulla mancanza di partite vere.

Dubickas 4,5: si può sbagliare tutto nel calcio, ma bisognerebbe almeno metterci impegno e voglia di mangiarsi l’erbetta del rettangolo verde. Non lo si vede mai nell’arco dei 93 minuti di gioco. Qualsiasi altro ragazzo della sua età che gioca nelle categorie minori ci avrebbe messo molta più voglia e “cazzimma”.

Lapadula 7: prima la traversa, poi il palo e poi il guardalinee gli negano un gol strameritato. Attraversa uno stato di forma pazzesco nel quale si permette giocate da campionissimo. Peccato non averlo contro il Genoa, proprio la squadra che l’ha messo ai margini lo scorso anno.