Sicuramente c’è qualcosa che non va! Non so cosa e non so da dove iniziare, perché non mi va di fare commenti tecnici e di alta strategia calcistica, ma vorrei ci si potesse soffermare su alcuni aspetti che negli ultimi anni il calcio sembra aver smarrito: umiltà e praticità.

Umiltà attiene agli uomini in campo e la praticità riguarda i convincimenti degli allenatori che, con i loro analisti, raccolgono tutte le informazioni relative a tiri, chilometri percorsi, possesso palla, precisione nei passaggi ecc. Ebbene, sabato pomeriggio mi sono preso la briga di verificare lo score delle partite giocate.

Ecco in sintesi i dati rilevati. Brescia: possesso palla 38% passaggi 304, tiri 13, nello specchio della porta 9. Lecce: possesso 62%, passaggi 457, tiri 11 e nello specchio 4. Risultato finale dice 3 a 0 per il Brescia. Dico: sarà un caso ma vediamone un’altra cioè Napoli-Parma. Stessa solfa: possesso 73% contro 27, passaggi 731 contro 289 tiri 33 contro 7 con risultato finale a vantaggio del Parma per 2 a 1. Decidendo di farmi mandare a quel paese dai miei lettori ci metto anche il derby Genoa-Sampdoria.  Allora possesso palla 64% per il Genoa e 36 per Samp, passaggi 482 contro 278, tiri nello specchio 1 a 1 con risultato Genoa 0 e Samp 1. Chiudo con Bologna-Atalanta: possesso 40% contro 60, passaggi 322 contro 485, tiri nello specchio 4 contro 5 con risultato finale si Bologna 2 e Atalanta 1 e Gasperini pronto a dire che avrebbero meritato di vincere senza gli errori. Grande scoperta! E lo dice uno dei migliori tecnici del campionato.

A questo punto mi domando: ma ci credono o ci fanno? Possibile che nessuno dica più che per vincere bisogna fare un gol più dell’avversario? Che potrebbe essere necessario qualche fraseggio in meno e qualche palla in tribuna in più? Certo sarò criticato per aver banalizzato il calcio, scienza assolutamente non esatta, ma è così.

Il Lecce visto sabato, oltre ad essere irriconoscibile, è anche preoccupante per la insipienza con la quale è stato in campo, per la mancata attenzione nelle fasi topiche del gioco, per il mancato coordinamento fra i reparti. E’facile scaricare tutte le responsabilità su Gabriel per il secondo gol ma i difensori, accortisi del suo errore, non potevano rientrare sulla linea di porta non dando a Torregrossa 5/6 metri di vantaggio? Vogliamo dire qualcosa anche sul terzo gol? Sorvoliamo che è meglio. Vi dicono niente gli ultimi 20 minuti con Farias, Falco, Babacar, Lapadula e La Mantia insieme in campo? I casi sono due: o si è convinti che con quattro attaccanti si possono recuperare partite perse e allora, perché non metterli da subito? o si espongono a brutte figure e, quindi, di tutte le dichiarazioni che i tecnici fanno forse è credibile il10%.

In ogni caso Liverani ha parlato di mancanza di qualità affermando che lui può allenare a migliorare la fase offensiva, la difensiva, lo scalare, la ripartenza ma non certo la qualità. Passati i tempi in cui il buon Radice metteva Pierino Pulici, al termine della seduta di allenamento, a fare allenamento specifico con la palla contro il muro che l’anno successivo portò Pulici ad essere il capocannoniere della serie A!

Qualcuno penserà che io sia troppo pessimista. Lo nego fermamente perché credo che, potenziando la squadra con qualche innesto di “qualità”, accontentiamo Liverani! si possa ottenere il risultato che resta il quartultimo posto. La controprova contro il Bologna, domenica 21 alle 15.00.