CAMPI SALENTINA (Lecce) – Ha negato gli addebiti smentendo di aver mai fatto del male alla sua fidanzata. Mai. E nel modo più assoluto. Le accuse? Una ripicca della ragazza dopo la decisione di interrompere la relazione. Si è svolto, questa mattina nel carcere di Borgo “San Nicola”, l’interrogatoirio di garanzia del 26enne di Campi Salentina arrestato per i presunti maltrattamenti ai danni della fidanzata incinta che avrebbe rischiato l’aborto. Il giovane, difeso dall’avvocato Paolo Maci, ha minimizzato gli episodi negando in particolare di aver mai usato violenza contro la ragazza. I certificati medici della fidanzata rilasciati dall’ospedale di Brindisi non sarebbero riconducibili, in alcun modo, a presunte violenze che il giovane le avrebbe riservato.

In più, per la difesa, la cadenza temporale dei fatti deporrebbe a favore del giovane. Che, con un messaggio il 25 ottobre, aveva comunicato alla fidanzata di voler interrompere il rapporto. La denuncia (ad orologeria?) su presunti abusi e sevizie è stata messa nero su bianco il 15 novembre. Una coincidenza o una vendetta della ragazza per la fine della relazione? L’avvocato Maci, nel frattempo, ha provveduto a presentare istanza di scarcerazione o in subordine di attenuazione della misura finita al vaglio del gip Giovanni Gallo che si pronuncerà nei prossimi giorni.

L’indagine dei carabinieri del Norm di Campi Salentina, invece, è approdata a conclusioni diametralmente opposte. Da giugno il giovane avrebbe picchiato, offeso e umiliato la fidanzata incinta. Che avrebbe rischiato persino di abortire. Le sevizie sarebbero proseguite anche quando la giovane ha deciso di lasciare l’abitazione in cui la coppia viveva per tornare dai suoi genitori. Le tensioni tra i due non si sarebbero fermate neppure quando la ragazza è rientrata in casa del ragazzo. E più e più volte sarebbe stata picchiata, umiliata e offesa tanto da dover fare ricorso alle cure dei sanitari dell’ospedale di Brindisi così come refertato dai certificati medici. Ora, però, dopo l’interrogatorio, la vicenda deve fare i conti con la ricostruzione dell’indagato c he ha negatio tutte le accuse.