LECCE – La procura di Lecce chiude le indagini sull’efferato tentato omicidio di via Machiavelli, dove il personal trainer Riccardo Savoia rischiò di morire dopo essere stato aggredito a colpi di coltello ed essere stato sparato anche in bocca ed in testa: un proiettile si fermò a soli due millimetri dal cervello.

Come unico indagato nell’inchiesta condotta dal pubblico ministero Maria Rosaria Micucci, che ha coordinato l’attività investigativa della squadra mobile della Questura di Lecce, figura il 19enne Michael Signore, attualmente detenuto nel carcere di Trani, accusato di tentato omicidio aggravato, rapina e spaccio di stupefacenti.

Il grave fatto di sangue risale all’8 maggio scorso ed avvenne in un condominio di via Machiavelli, dove viveva Signore. Gli investigatori riconducono il tentato omicidio a pregressi debiti o contrasti legato allo spaccio di stupefacenti.

Quel giorno, come ricostruito dai poliziotti, Signore sparò numerosi colpi di pistola nei confronti di Savoia, di 37 anni, attingendolo in più parti vitali (testa, bocca e torace), per poi accanirsi sul malcapitato con un coltello a serramanico e procurargli varie ferite da taglio al collo, al cuoio capelluto ed al volto, sfigurando quest’ultimo in modo permanente.

Non solo. Signore è accusato anche di avere rapinato al 37enne – lasciato per circa 8 ore agonizzante sul terrazzo del condominio – i suoi occhiali da sole Dsquared, il portafoglio Gucci con all’interno 200 euro nonché il suo orologio Eberhard ed il suo iPhone X. Nel corso delle perquisizioni in casa del giovane e nell’edificio, inoltre, gli agenti della mobile scovarono 17 dosi di cocaina nell’abitazione del ragazzo e 170 grammi lordi della stessa sostanza in una cassaforte nel seminterrato del palazzo.

La vittima, a causa delle gravi ferite riportate, fu ricoverata con prognosi riservata e costretta a subire l’asportazione della milza, raggiunta da uno dei proiettili, nonché a subire vari interventi tra i quali uno di craniotomia per rimuovere il proiettile finito a pochi millimetri dal cervello ed uno alla gamba destra, per la frattura della tibia causata da un oggetto contundente non meglio individuato.

Difeso dall’avvocato Mariangela Calò, Signore entro 20 giorni potrà produrre memorie difensive o chiedere di essere interrogato. La vittima è assistita dall’avvocato Antonio Savoia.