Il Lecce si presenta nella gara di coppa con le seconde linee non rischiando i “gioielli” e tutelando il percorso del campionato. La Spal, col 3-5-2, si presenta con Berisha; Tomovic, Vicari, Cionek; Igor, Jankovic, Missiroli, Murgia, Reca; Floccari, Paloschi.
Il Lecce ha il solito schema, il 4-3-1-2, ma, come detto schiera una formazione molto più “sperimentale” con Vigorito; Benzar, Rossettini, Riccardi, Dell’Orco; Petriccione, Imbula, Vera Ramirez; Lo Faso; Lapadula, Dubickas.

La differenza tra le due compagini si avverte subito: bastano quindici minuti alla Spal per perforare la difesa di capitan, pro tempore, Riccardi. Igor si trasforma in fenomeno e insacca alle spalle di Vigorito. 1-0 per la formazione di Ferrara. Trascorrono dieci minuti e Paloschi con un diagonale non perdona: 2-0, il Lecce si trova in apnea. Alla mezz’ora, contro i salentini non pervenuti è Murgia con una conclusione da fuori area a fare 3-0. Una reazione la innesca Vera Ramirez che inventa un bel cross per Lapadula che colpisce la traversa. Sembra quasi che i giallorossi possano dare qualche spunto di gioco, ma, arriva come una doccia gelata il quarto gol della Spal, il 4-0 lo sigla Cionek di testa. Lecce davvero senza mordente.

Il Lecce nel secondo tempo si riprende e disegna qualche trama offensiva. Al minuto cinquantatre Imbula dal limite dell’area dei padroni di casa, sferra un bel tiro ed accorcia le distanze. 4-1 ed i salentini rialzano il ritmo. Liverani non rischia Petriccione e lo chiama in panchina, dentro Majer. C’è tempo per vedere qualche spunto di Lapadula che colpisce anche un legno. Si vede anche Lo Faso, ma, a cinque minuti dalla fine del match è Floccari a togliersi la soddisfazione personale col 5-1.
Risulta evidente che ai giallorossi non interessa la coppa Italia, anima e corpo al campionato.