Domenica pomeriggio allo stadio Olimpico, andrà in scena una sfida tra due squadre che arrivano con due stati di forma diametralmente opposti. Basti pensare che al filotto di tre vittorie dei giallorossi salentini, fanno da contraltare le tre sconfitte consecutive dei lupi capitolini. Sassuolo fuori casa, Bologna tra le mura amiche e Atalanta a Bergamo sono le partite che hanno visto uscire dal campo gli uomini di Fonseca con zero punti in cascina. La vittoria di ieri in Europa League contro il Gent in casa, interrompe una serie senza vittorie che durava dalla gara di Genova contro il Genoa. Difatti, oltre le tre sconfitte in campionato negli ultimi tre turni disputati, la Roma deve aggiungere alla crisi di risultati, la sconfitta di Coppa Italia contro la Juve e il pareggio di campionato nel derby con la Lazio. Fonseca aveva detto che le sfide contro Gent e Lecce sarebbero state fondamentali per tornare a vincere. In effetti ieri la vittoria è arrivata, seppur senza entusiasmare, anzi lasciando anche qualche strascico polemico in merito ai fischi dei tifosi giallorossi rivolti a Pellegrini.

La situazione nella società del quasi ex presidente Pallotta non è certamente serena. Una mancanza di serenità figlia di incomprensioni tecniche che hanno coinvolto anche il direttore sportivo Petrachi. Certamente l’andamento della squadra non può fare felice l’ambiente. La rosa a disposizione del tecnico Fonseca non è certamente all’altezza di quella della Juventus, ma non può essere considerata così lontana da quelle di Inter e Lazio, senza tener conto l’Atalanta, avanti di 6 punti. Scelte, quelle del tecnico portoghese, che spesso sono risultate cervellotiche. Florenzi è dovuto scappare in Spagna per giocare e non perdere il treno degli Europei, Kolarov è stato spesso messo in disparte a favore di Santon, Under è diventato un caso dopo la scorsa stagione fatta ad altissimi livelli.

In porta Pau Lopez sta facendo il suo, senza ricordare l’annataccia di Olsen dello scorso campionato, ma senza eccellere più di tanto. In difesa, l’unico che ha mantenuto una costanza di rendimento, è stato il neo arrivato Smalling, che ha confermato di essere calciatore di caratura internazionale. I vari Mancini, Fazio, Spinazzola, Santon, Kolarov e adesso anche Bruno Perese hanno fornito prestazioni altalenanti, corredate anche da infortuni tecnici che son costati punti pesanti. A centrocampo, i due posti utili a schermare la difesa, sono di Cristante e Vereout, con Diawara di nuovo ai box per infortunio. Proprio gli infortuni sono il tallone d’Achille di questa Roma che dall’inizio del campionato ha dovuto fare a meno quasi dell’intera rosa, seppur, ovviamente, in periodi diversi. Proprio il reparto avanzato è stato quello più colpito: Kluivert, Perotti, Pellegrini, Mkhitaryan, Kalinic e ovviamente Zoniolo, in pratica tutti, hanno dovuto fare i conti con infortuni più o meno gravi. Anche Dzeko, seppur per un brevissimo periodo, ha dovuto fare i conti con noie muscolari.

Proprio il totem Bosniaco è l’ancora cui si aggrappa Fonseca ormai da troppo tempo per cercare di uscire da questa crisi. In effetti, sembra che il gioco della Roma in questo campionato, sia affidato più alle giocate dei singoli che alla coralità di squadra: prima Pellegrini, poi Zaniolo e Dzeko. Adesso che l’apporto del singolo inizia a latitare, i risultati ne diventano la conseguenza. Anche questo aspetto risulta diametralmente opposto rispetto all’armonia del gioco espresso dal Lecce di Liverani. Domenica pomeriggio Fonseca si giocherà tanto del suo futuro e, Mancosu e compagni, di recente, hanno già saputo dare il ben servito a Mazzari.