LECCE – Domani 17 febbraio la statua della Madonna di Loreto, appositamente realizzata per il Giubileo Lauretano indetto da Papa Francesco, giungerà in Piazza Duomo a Lecce. Alle 18 in cattedrale sarà celebrata la santa messa presieduta dall’arcivescovo Michele Seccia.

L’Anno Santo è difatti iniziato a Loreto lo scorso 8 dicembre con l’apertura della Porta Santa del santuario mariano e si concluderà il 10 dicembre del 2020.

Si legge nel decreto di indizione del giubileo «Poco dopo la fine della Grande Guerra, giustamente definita “orrenda e inutile strage”, interpretando alla perfezione i segni dei tempi, il Papa Benedetto XV il 24 marzo 1920 dichiarò e costituì la Beata Vergine Maria, detta di Loreto, Patrona degli Aviatori».

E da dicembre “in volo” l’effigie della Madonna di Loreto continua la peregrinatio mariae toccando anche la terra del Salento, accolta e custodita dal 61° stormo di Galatina per circa tre settimane.

La Madonna di Loreto una storia e una tradizione che ha dell’incredibile e dell’affascinante. Una storia che ha radici lontane, ma profonde e significative per il cristianesimo.

La sua festa liturgica ricorre il 10 dicembre in ricordo della data dell’arrivo della Santa Casa di Nazareth a Loreto. La tradizione della traslazione della casa dalla Palestina alla città marchigiana, risale al 1296, quando in una visione, ne era stata indicata l’esistenza a fra Paolo della Selva e da lui riferita alle autorità del luogo. Il racconto è riportato dalla cronaca di Pier Giorgio di Tolomei, scritta nel 1465 circa, a sua volta ripresa da un’antica tabula del 1300.
Piccola e modesta casa in pietra, in Terra Santa era considerata una reliquia, in quanto sotto quel tetto portò l’annuncio l’angelo Gabriele e secondo la tradizione lì visse la Sacra Famiglia.

Molto tempo dopo, nel 1291 nel periodo di forte espansione islamica a Nazareth, la Casa scomparve inspiegabilmente e apparve nella città di Tersatz, nell’antica Dalmazia, regione dei Balcani.

Si narra che un sacerdote del luogo molto ammalto guarì in seguito alla visione della Madonna che affermava: “Questa è la casa in cui Gesù venne concepito per opera dello Spirito Santo e la Sacra Famiglia visse a Nazareth”.Tanti i pellegrinaggi in quel luogo per ottenere grazie e miracoli. Il governatore del posto   inviò quattro studiosi in Terra Santa per confermarne l’autenticità. A Nazareth gli inviati trovarono solo le fondamenta della casa conservate ancora oggi nella basilica dell’Annunciazione a Nazareth,che avevano le stesse misure di quelle apparse a Tersatz,

Dopo poco più di tre anni un altro evento inspiegabile: il 10 dicembre 1294 la casa della Madonna venne portata ‘volando’ sul Mar Mediterraneo fino ai boschi di Loreto.

Da qui ha inizio una lunga storia di devozione da Papa Clemente V, che con una bolla del 18 luglio 1310 affermò indirettamente l’autenticità della Santa Casa, a tutti i Papi che nei secoli successivi testimoniarono la loro devozione alla Vergine di Loreto.

Il santuario che custodisce la Santa Casa   fu costruito nel 1468, voluto da Papa Paolo II , diventando cuore mariano della cristianità” come dalle parole di San Giovanni Paolo II, tanto da essere definita la Lourdes italiana.

Papa Benedetto XVI recatosi a Loreto ha affermato «Qui a Loreto, troviamo una casa che ci fa rimanere, abitare, e che nello stesso tempo ci fa camminare, ci ricorda che siamo tutti pellegrini, che dobbiamo essere sempre in cammino verso un’altra abitazione, verso la casa definitiva, verso la Città eterna, la dimora di Dio con l’umanità redenta».

E Papa Francesco nella visita del 25 marzo scorso ha auspicato che “in quest’oasi di silenzio e di pietà” i giovani possano recarsi ‘alla ricerca della propria vocazione, alla scuola di Maria’, la famiglia possa custodire  la sua missione essenziale e i malati  possano trovare accoglienza alle proprio sofferenze.

Particolarità dell’effigie: la Madonna d Loreto, nota anche come Vergine Lauretana, è rivestita sin dal XVI secolo da un prezioso manto ingioiellato, detto dalmatica. La sua particolarità è il volto scuro comune alle icone più antiche. La statua originaria risaliva al XIV secolo e fu trafugata dalle truppe napoleoniche nel 1797, poi restituita col trattato di Tolentino ed infine, ritornata nel santuario, fu distrutta da un incendio nel 1921. Per volere di Papa Pio XI venne scolpita una nuova immagine simile alla precedente utilizzando il legno di cedro del Libano proveniente dai giardini vaticani. Fu modellata da Enrico Quattrini e dipinta da Leopoldo Celani.

Sul volto nero della Madonna di Loreto si fanno  varie ipotesi: da un punto di vista religioso si fa riferimento alla citazione del Cantico dei Cantici “Bruna sono, ma bella”, ma accanto a questa va considerata la spiegazione accreditata di esperti sul fatto che anticamente molte immagini sacre diventavano scure per il fumo dei ceri e delle lampade, proprio come nel caso della prima icona della Santa Casa.

Una storia e un racconto che ci ri-porta verso il Cielo e ci fa volare alto “accogliendo Cristo  –afferma monsignor Fabio Dal Cin – come ‘il pilota della nostra vita’ facendo cose ordinarie in modo straordinario e mettendoci fede e amore come ha fatto Maria”.