LECCE – Nessuno sconto di pena per il nonno orco di 71 anni residente a Lecce arrestato nel novembre del 2018 per aver abusato di tre nipoti. La Corte d’Appello di Lecce (Presidente Ettore Nesti) ha confermato (così come richiesto dal sostituto procuratore generale Ennio Cillo) la condanna di primo grado a 14 anni di reclusione emessa dal gup Sergio Tosi in abbreviato ad aprile dello scorso anno nei confronti dell’anziano sempre detenuto. Non appena saranno depositate le motivazioni (attese nei prossimi 90 giorni) gli avvocati difensori Federica Conte e Raffaele Benfatto presenteranno ricorso in Cassazione.

L’imputato era accusato di atti sessuali con minorenni e violenza sessuale aggravata e nei suoi confronti sono state confermate una serie di pene accessorie: interdizione in perpetuo dai pubblici uffici, da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, alla curatela e all’amministrazione di sostegno e da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado nonché da ogni ufficio o servizio in istituzioni o in altre strutture pubbliche e private frequentate prevalentemente da minori.

Le prime pagine di questo libro dell0orrore risalgono al 2005 quando sarebbero iniziati gli abusi in un contesto estremamente degradato in cui, stando a quanto riportato nelle carte dell’indagine, altri familiari sarebbero stati oggetto delle perversioni del parente. In molti casi, però, gli episodi non sarebbero venuti a galla. Ma i casi affiorati, denunciati e finiti al vaglio di investigatori e inquirenti, hanno focalizzato l’inumano comportamento tenuto dall’uomo.

L’episodio da cui sono partiti gli accertamenti ha riguardato la nipote dell’imputato. Quando ha confidato prima alla nonna, poi alla zia e alla mamma di essere stata vittima di atti sessuali da parte dello zio, all’interno della famiglia anche altri due stretti parenti dell’anziano hanno trovato il coraggio di confessare gli uni agli altri quanto era accaduto loro nel corso degli anni.

Come zio acquisito l’anziano avrebbe molestato in tre occasioni una nipotina di appena 12 anni nell’agosto scorso: baci in bocca e palpeggiamenti, secondo l’accusa. Ci sono, poi, gli episodi di abusi come nonno. Tra il 2005 e il 2008, il 71enne avrebbe sfogato i suoi depravati desideri sul nipotino di 5 anni quando ne aveva la custodia. Mentre dormivano insieme nel letto matrimoniale per il riposino pomeridiano o di sera sul divano quando il nonno faceva vedere al piccolo programmi per adulti.

Nella spirale di violenze e abusi sarebbe finita anche una seconda nipotina che, dal 2007 fino al 2010, da quando aveva 13 anni fino ai 16 anni sarebbe stata ripetutamente molestata. Nel corso delle indagini, coordinate dal pubblico ministero Maria Rosaria Micucci, una delle tre vittime è stata sentita con la forma protetta dell’incidente probatorio le cui dichiarazioni sono state ritenute genuine consentendo così al magistrato di chiedere il rinvio a giudizio dell’anziano condannato in primo e in secondo grado. Nei mesi scorsi era stata anche avanzata alla Corte d’Appello istanza di domiciliari alla luce dell’età dell’uomo ma la richiesta è stata rigettata. Una delle tre vittimeì, con la madre, si era costituita parte civile con l’avvocato Marcello Rizzo.