LECCE – La Asl di Lecce traccia un primo bilancio in piena emergenza: “La tempesta della pandemia da coronavirus in cui ci troviamo fa riscoprire alla collettività fiducia, stima e riconoscenza nei confronti del nostro Sistema Sanitario Nazionale, che si manifestano attraverso atti di concreta solidarietà da parte di tanti imprenditori e soggetti del territorio salentino che hanno trovato un immediato interlocutore nel Dipartimento di Prevenzione della ASL Lecce, dove ha sede la centrale operativa per la sorveglianza sanitaria dell’epidemia da Covid-19”. 

“Anche il Dipartimento di Prevenzione è in prima linea nel fronteggiare l’emergenza coronavirus. È operativa già dal 15 gennaio, organizzata su turni quotidiani, la centrale nevralgica per fornire informazioni ai cittadini e ai medici di medicina generale, nonché ad integrare gli sforzi del servizio di emergenza 118”, spiega il Direttore del Dipartimento di Prevenzione Dr. Giovanni De Filippis.

“La sorveglianza sanitaria fa sapere il direttore del Servizio Igiene e Sanità Pubblica                       Dr. Alberto Fedele ha interessato 4.000 persone poste in quarantena (ben 2000 in più di Roma) di cui ancora in corso 1.110, con una distribuzione territoriale che vede prevalere il Nord Salento ed in particolare la città di Lecce, per la presenza di cluster all’interno del nuovo e vecchio Fazzi, oltre che dell’ospedale di Copertino e dell’RSA di Soleto. Nell’area sud-salentina, l’unico cluster si è verificato a Gallipoli, sempre in ambiente ospedaliero. Sono stati eseguiti 1500 tamponi di cui 300 risultati positivi grazie al lavoro di 5 squadre che operano su tutto il territorio provinciale.

Oltre che per effettuare i tamponi ed eseguire la sorveglianza sanitaria sul territorio dei casi positivi, dei loro contatti e di tutti coloro che sono rientrati da fuori Regione, l’attività del Dipartimento di Prevenzione si esplica anche attraverso laconsulenza alle varie articolazioni della ASL sulle problematiche igienico-sanitarie (da parte del servizio SISP) e di sicurezza del lavoro (da parte del servizio SPESAL)” aggiunge il Dr. De Filippis.

Il Dipartimento di Prevenzione ha anche stimolato la donazione di 100.000 euro effettuata da parte della Banca Popolare Pugliese (Fondazione Giorgio Primiceri) e canalizzato le numerose offerte di imprenditori e soggetti che manifestavano la propria disponibilità a supportare concretamente l’azione dei sanitari. A dare l’esempio i fratelli F.lli Alceste, Cristian e Gianluca Carlà del team Carlà (Salento Crane & Logistic Srl), che hanno fornito 5 purificatori d’aria in grado di eliminare anche i virus, destinati al Pronto Soccorso del Fazzi, ai Reparti di Malattie Infettive di Lecce e Galatina e alla centrale operativa per la sorveglianza sanitaria del Dipartimento di Prevenzione. Ulteriori tre purificatori d’aria per il presidio ospedaliero leccese sono stati acquistati ditta Leadri costruzioni ed un analogo quantitativo degli stessi dispositivi è stato donato alla radiologia e al pronto soccorso di Scorrano dal Consigliere Regionale Mario Pendinelli. Analogamente, altri donatori e                              l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Lecce – attraverso il Presidente Dr. Giuseppe Venneri ed il Consiglio tutto – hanno acquistato duemila mascherine FFP2 certificate per il Fazzi ed il Servizio 118, mentre la ditta Falco Servizi Industriali di Galatone ha acquistato reagenti perl’esecuzione dei test diagnostici su tamponi per il laboratorio del Fazzi. Un’ingente fornitura di mascherine è stata donata al presidio ospedaliero di Scorrano dallo studio odontoiatrico Oronzo Stefanelli di Botrugno, mentre l’Associazione dei medici salentini                   “Sanità che Cambia” ha organizzato una grande campagna di raccolta fondi con cui ha distribuito mascherine e altri dispositivi di protezione individuale nei punti nevralgici dell’assistenza sanitaria in Salento.

Nel mentre la ASL Lecce attraverso la Regione Puglia e la Protezione Civile si avvia a superare la carenza di dispositivi di protezione individuale che ha caratterizzato questa prima fase di impatto con l’epidemia – e in considerazione del ruolo chiave dei determinanti sociali della salute – è forse ora il momento di sollecitare la solidarietà del mondo imprenditoriale salentino e di tutti i cittadini per adoperarsi concretamente a sostengo delle tante famiglie in difficoltà per il protrarsi del blocco totale di tutte le attività economiche e sociali. A tal fine, vorremmo invitare tutte le imprese del Salento a mobilitarsi per una grande raccolta fondi che veda come destinatari i servizi sociali dei Comuni ma anche le Caritas diocesane, per garantire almeno i bisogni essenziali e la consegna della spesa a domicilio tramite volontari” conclude il De Filippis.