GALLIPOLI / SANTA MARIA AL BAGNO – I gallipolini, si sa, sono “de core”. Perché, in tutto quello che pensano o fanno, sono abituati davvero a darti il cuore. Ma non oggi. Non in questo brutto periodo. Oggi sono chiusi in se stessi e restii al dialogo, abbassano lo sguardo. Persino lo stridere dei gabbiani sembra un lamento. Gallipoli è ferma (cliccate sull’immagine per vedere il video e le interviste ndr). E lo è anche Santa Maria al Bagno, come tutte le marine del Belpaese, come tutte le città italiane. Le poche attività commerciali che, secondo il decreto governativo, sono abilitate a restare aperte, lo sono più per spirito di servizio che per bisogno (ad eccezione degli alimentari e delle farmacie).

Queste le parole del proprietario di un noto ristorante gallipolino: <<Noi avevamo deciso di chiudere già prima del DPCM, perché ci risultava antieconomico stare aperti col paradosso della gente che in ogni caso non potevo uscire da casa. La situazione è grave, perché tutti sanno che Gallipoli è una città turistica che d’inverno muore, per poi rinascere nella primavera. La speranza di una ripresa economica la possiamo avere solo con l’aiuto dello Stato, perché la situazione è disastrosa, sia per gli incassi che per il mantenimento del personale. Lo Stato dovrebbe dare un impulso agli imprenditori, per esempio sospendendo e prorogando i contributi, per ridare respiro alle riapertura delle attività>>.

Attorno alle edicole si crea un po’ di movimento che allontana dalla sensazione di essere soli, quella sensazione che ci fa sembrare tutti un po’ protagonisti del film cult con Will Smith, “Io sono leggenda”.
D’altronde le edicole sono necessarie, perchè necessaria è ancor oggi l’informazione data dalla carta stampata, pur nell’era della digitalizzazione: pensiamo ad alcuni nonni, che agli smartphone proprio non riescono ad abituarsi.

C’è chi fa le commissioni per la propria famiglia, chi si organizza con le consegne a domicilio, chi fa delle passeggiate in solitaria, a piedi o in bicicletta, chi va a correre sul lungomare, senza poter però godere del profumo della brezza marina, avendo il naso coperto dalla mascherina: un grosso sacrificio per la gente di mare.

I controlli ci sono e sono anche capillari. Non manca neppure qualche contestazione, ma le forze dell’ordine stanno facendo il massimo per far rispettare le regole a tutti.
Arrivano le 18: le saracinesche si abbassano. Tutti sperano di potersi risvegliare quanto prima da questa catastrofe.