Viviamo giorni in cui tutto sembra essere diventato relativo, ciò che prima eravamo certi fosse indispensabile, abbiamo scoperto essere superfluo e viceversa.

Sarà per questo stato d’animo in cui si lotta per fa sì che la speranza scalzi lo sconforto, che “Il dio delle piccole cose” diventa un romanzo dell’attesa, perché adesso più che mai abbiamo bisogno di riscoprire la meraviglia che si nasconde dietro i microscopici miracoli quotidiani, dietro ogni piccolo passo che porta a toccare briciole di felicità senza mai dimenticare che il futuro è influenzato dalle scelte fatte nel presente.

Si incrociano nella trama di questo romanzo temi che vengono da lontano e allo stesso tempo coinvolgono il mondo, a partire dall’annosa questione del sistema delle caste in India, l’impatto che le vicende umane dei genitori ha sui figli, ma soprattutto il coraggio della libertà e dell’amore.

Per chi fosse avvezzo alle scritture fluide e immediate, in questo caso si troverà di fronte ad un esplosivo flusso di coscienza che naviga tra tempi e modi verbali scegliendo con cura termini e metafore che trascinano il lettore nell’intimità dei protagonisti fino a renderli tangibili, quasi reali.

“Il dio delle piccole cose” non è un romanzo leggero, ma è senza dubbio un romanzo da leggere per guardare al domani anche quando il domani sembra non dover arrivare mai.

 

 

Trama

India, fine anni Sessanta: Amnu, figlia di un alto funzionario, lascia il marito, alcolizzato e violento, per tornarsene a casa con i suoi due bambini. Ma, secondo la tradizione indiana, una donna divorziata è priva di qualsiasi posizione riconosciuta. Se poi questa donna commette l’innaccettabile errore di innamorarsi di un paria, un intoccabile, per lei non vi sarà più comprensione, né perdono. Attraverso gli occhi dei due bambini, Estha e Rahel, il libro ci racconta una grande storia d’amore che entra in conflitto con le convenzioni.

 

Casa editrice TEA

Costo 10,00 euro

ISBN 97885022605