LECCE – C’è una nuova proposta per la costruzione di un impianto di compostaggio pubblico nell’area industriale di Lecce, con grafici, rilievi e individuazione del sito. Il 26 febbraio 2020 scorso vi abbiamo parlato di un piano per un nuovo impianto che chiuda il ciclo dei rifiuti, un impianto pubblico che Carlo Salvemini ha dichiarato di essere disponibile a ospitare nella zona industriale leccese. Quattro Comuni hanno valutato la possibilità di un project financing (realizzazione con capitale soprattutto privato da restituire con il costo dei servizi) e hanno provato a capire se fosse possibile riattivare una vecchia partecipata in cui ognuno di loro ha delle quote. I Comuni di Trepuzzi, Squinzano, Campi e Salice sarebbero stati i fruitori di un impianto di compostaggio pubblico da far nascere in agro leccese, ma poi tutto sembra nuovamente essersi arenato: la Regione ha spiegato a chiare lettere che vuole un impianto pubblico.

L’idea iniziale era quella di far entrare in società il Comune di Lecce. Tutto nasce dalla battaglia dei comuni limitrofi a Cavallino, che non vogliono l’impianto previsto in quella zona dal piano regionale, allora il nord leccese si è mosso, sull’onda della disponibilità espressa dal sindaco Carlo Salvemini a ospitare un impianto pubblico nella zona industriale leccese. All’inizio qualcuno aveva proposto un progetto con la partecipata (Servizi Pubblici Ambientali s.p.a.). Si pensava di far entrare Lecce: il sindaco di Campi, Alfredo Fina, tre mesi fa spiegò che si trattava di una fase interlocutoria: “Tutti abbiamo la necessità di smettere di pagare il trasporto a 180 euro in un sito lontano, come fa Lecce. A Campi, per fortuna paghiamo ancora 120 euro, ma con un impianto vicino risparmieremmo”.

Nel verbale del 23 gennaio 2020 della Servizi Pubblici Ambientali c’è l’idea di chiudere il ciclo dei rifiuti con questa operazione, altrimenti dovrebbe essere liquidata. Il project financing a cui si pensa è per un impianto di 60 mila tonnellate per un costo di realizzazione di 80 milioni: le entrare copriranno l’investimento in non molto tempo. Il sito dovrebbe essere realizzato nella zona industriale di Lecce. L’impianto di Cavallino andrebbe avanti con il compostaggio, ma non realizzerebbe più l’impianto pubblico previsto per la chiusura del ciclo dei rifiuti se la Regione dovesse mutare il suo piano dei rifiuti, spostando l’ubicazione a Lecce. Ma poi tutto si ferma, probabilmente perché viene fuori qualche intoppo.

Intanto, spunta fuori la pec di una società denominata “Anaergia”, indirizzata al sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, ai capigruppo di tutti i gruppi consiliari del Consiglio comunale di Lecce, all’Ager e all’ufficio rifiuti della Regione Puglia, che propone la localizzazione di un impianto di compostaggio nel territorio leccese. Il vice presidente della società spiega che siccome ha saputo che l’amministrazione si è attivata per individuare un sito idoneo alla realizzazione di un impianto pubblico di compostaggio utile a chiudere il ciclo dei rifiuti, vuole fare la sua proposta. La soluzione proposta e accompagnata da tutta una serie di documenti: “La scrivente è intenzionata ad avviare un’iniziativa volta alla realizzazione di un impianto di compostaggio e digestione anaerobica che potrà essere posto a servizio di soggetti privati e pubbliche amministrazioni. La società propone un’iniziativa privata o pubblica “in base alle possibilità che si prospettano”: la parola chiave è project financing, uno strumento attraverso il quale utilizzare anche capitali privati per realizzare un impianto pubblico. A Lecce viene offerta una partnership pubblico/privato. Un impianto di compostaggio pubblico che potrebbe avere ricadute importanti anche per i Comuni di Squinzano e Trepuzzi, Campi. Sembra che abbiano individuato una zona sul suolo leccese, che confina con Trepuzzi. La Società Anaenergia ha le carte già pronte. Il progetto per produrre compost e biometano, se ci dovesse essere il via libera del Comune leccese, avrebbe un’accelerata di non poco conto.