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La lettera del Comitato per la Tutela del Centro Storico di Lecce: “Situazione invivibile, troppa burocrazia per i manutentori e assenza di parcheggi”

LECCE – Il Comitato per la Tutela del Centro Storico di Lecce contesta la visione “rosea” della situazione dei parcheggi nel centro storico descritta nel weekend dall’assessore al ramo: “E’ ovvio, per non dire imbarazzante, non intuire che i parcheggi vuoti siano dovuti ai residenti fuggiti al mare in quel torrido fine settimana e non ai risultati strabilianti del nuovo regolamento. Ribadiamo quanto già scritto: la nuova ZTL è un programma scellerato che distrugge definitivamente  la vivibilità del centro storico, svenduto agli interessi di una sola categoria molto ben rappresentata all’interno della giunta comunale. Appare infatti non una mera coincidenza che nello stesso articolo si faccia cenno alla volontà dell’Amministrazione di eliminare ulteriori posti auto per i residenti in piazzetta Tancredi, di fronte alla chiesa del Carmine. Si concorda certamente che avere delle auto parcheggiate di fronte ad una chiesa barocca sia poco decoroso: ma tolti quei pochi posti, come al solito senza mai offrire un’alternativa, sempre in nome di vaghi e ideali valori salutistici e ambientali, cosa prenderà il loro posto in poco tempo? Noi residenti abbiamo già la risposta: dei tavolini, alcuni ombrelloni, botti e panchine, un po’ di musica eschiamazzi fino a tarda notte. E al termine della serata rimarranno sedie e ombrelloni, ovviamente mai spostati in un deposito, per mesi ed anni, legati tra loro negli orari di chiusura da catene e lucchetti, perenne orribile monumento della modernità che preferisce tale statico permanere alle auto che invece vanno e vengono liberando talvolta, come lo scorso sabato, la vista della facciata della Chiesa del Carmine.

E’ il destino delle nostre piazze: via le auto – mobili dei residenti e avanti  con l’occupazione perenne di tavolini e ombrelloni degli spazi pubblici.

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Dopo quest’articolo è sufficiente analizzare anche gli orari  di libero ingresso nella ZTL per comprendere quali siano le uniche ragioni che ispirano l’azione amministrativa del Comune di Lecce.

I residenti e titolari di attività diverse dalla ristorazione hanno già sperimentato infatti  in questi mesi la seria difficoltà  di gestire  anche un banalissimo problema di manutenzione o riparazione della propria abitazione,  ufficio, negozio perché gli accessi nella ZTL, consentiti  negli  orari 10/13 -16/17 quindi comodi per i rifornimenti di pub e ristoranti,   sono totalmente incompatibili con i diversi orari di lavoro di manutentori, idraulici, elettricisti ed altre categorie che svolgono lavori indispensabili  per la soluzione dei problemi quotidiani della vita di un residente e con quella degli stessi residenti che in quelle ore sono al lavoro. A ciò si aggiunge la difficoltà di reperire tecnici, artigiani e operai molto riluttanti per gli oggettivi ostacoli ad interventi nel centro storico e il fatto che  i moduli predisposti dall’ufficio traffico per richiedere permessi occasionali sono farraginosi per chi ha poca dimestichezza con la tecnologia e soprattutto pochissimo tempo e pazienza. Figuriamoci se un artigiano o un idraulico hanno il tempo di riempire moduli, inviare copia del documento d’identità, della carta di circolazione e l’attestazione di versamento sul ccpdel Comune di 10 o 5 euro in considerazione della durata dell’intervento. E’ discriminatorio per chi risiede nel centro storico dover pagare, oltre a mano d’opera e materiali, anche il permesso occasionale per i mezzi degli operai. In altri centri storici di comuni della provincia come Nardò e Galatina, i permessi occasionali sono gratuiti.

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Un altro risultato ottenuto dal nuovo regolamento è la prossima chiusura o la vendita di attività commerciali storiche del centro storico nonché la chiusura di studi professionali intestati a proprietari non residenti: avanza così la desertificazione nelle ore diurne, la perdita di pluralità delle attività  a vantaggio soltanto della vita notturna.

A queste obiettive difficoltà organizzative si aggiungono gli ancor  più gravi disagi e le vere e proprie prevaricazioni che i residenti sono costretti a subire: movida  sfrenata, assembramenti che impediscono  anche il semplice attraversamento  a piedi di strade (non parliamo poi del rientro a casa in macchina ), schiamazzi notturni, immissioni di rumori e fumi maleodoranti,  spazzatura di residui organici ad  ogni angolo delle strade e presenza visibile  di ratti  che si cibano  indisturbati dalle montagne di spazzatura che il servizio non smaltisce con i tempi e le modalità che sarebbero necessarie.

Un altro aspetto intendiamo sottolineare: ogni città, soprattutto se turistica, deve avere un piano per le emergenze mediche o lesituazioni di pericolo in cui la tempestività è alla base per salvare vite umane. Occorrono percorsi e stalli di sosta ben definiti per i mezzi di soccorso ma nel nostro centro storico l’impossibilità di transito degli stessi è espressione di inesistenza o inadeguatezza di un piano di emergenza, condizione prioritaria e inemendabile oltre che per i residenti anche per gli avventori dei locali.

Se si continuerà su questa china sarà necessario sollecitare interventi da parte della autorità preposte alla tutela della igiene pubblica, del decoro e dell’ordine pubblico visto che l’amministrazione comunale è totalmente sorda alle grida di allarme di chi il centro storico lo conosce bene perché ci vive da anni ed ha assistito alla pericolosa china di degrado che da città di cultura lo ha visto trasformarsi in luna park notturno e mensa metropolitana.

Per continuare a sopravvivere il centro storico ha bisogno di essere abitato permanentemente e non solo visitato stagionalmente o vissuto la notte. Per poter attrarre turisti e avventori il centrodeve essere palpitante di vita ordinaria, quotidianamente vissuta com’era in passato. Purtroppo a Lecce, si assiste a una velocissima trasformazione della città vecchia in “attrazione” turistica nell’accezione più deleteria e commerciale del termine che produce una dimensione artificiale e massificata che i turisti non mancano di rilevare e che dimostrano di non apprezzare. Piuttosto che continuare a sottovalutarlo, invitiamo tutti a prendere in seria considerazione il ruolo centrale e prioritario dei residenti per salvaguardare l’integrità e l’identità della città antica. Non può esistere una città che affascina i turisti e che sia al contempo invivibile per i residenti. La città d’arte risulta suggestiva ai visitatori se coincide con una buona qualità di vita dei suoi residenti che contribuiscono in modo insostituibile a creare l’atmosfera del luogo”.

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