LECCE/COPERTINO – Due sedi del Pd sono a rischio: quella provinciale  leccese in via Tasso e quella copertinese. Basi importanti e punti di riferimento per anni oggi sono sotto sfratto. Ugo Sposetti, presidente fondazione Ds e storico tesoriere dello stesso partito, ha in carico gli immobili che usa il Pd e che appartenevano ai partiti dalla fusione dei quali sono nati i dem. Il debito consiste nelle tasse da pagare ai comuni:  si tratta di tributi come Tari, IMU e altro. Manca un accordo, ma i circoli PD devono pagare se vogliono continuare a stare lì. In queste ore si tengono incontri e riunioni  per chiedere a parlamentari, consiglieri regionali e comunali di aderire al salvataggio di Lecce e Copertino. Il segretario provinciale del Pd è a lavoro: Ippazio Morciano è sicuro di poter risolvere il problema della sede provinciale: “Non ci sono più di 60 mila euro di arretrati. Solo 10 mila a Copertino. 30 mila a Lecce. Ci sono rapporti economici che restano in capo a chi se ne è andato, altrimenti non ci sarebbe stata la lettera di sfratto. Certe cose possono risolversi con modi diversi, quando si è nello stesso partito”.

Nel pomeriggio si era diffusa la voce che il debito fosse molto più corposo. Nel Pd c’è chi pensa a una vendetta degli ex, perché la titolarità di molti locali e circoli del Pd sparsi per l’Italia, dopo la scissione, è rimasta in capo a chi è andato via. Che sia o meno un regolamento di conti non è facile da capire, ma è sicuro che il debito c’è e i circoli si sono arretrati. Con i parlamentari in diminuzione, una tragica spaccatura innescata dal renzismo e i tagli di questi anni, quella che sarebbe stata una facile colletta oggi diventa un’impresa.

Gaetano Gorgoni