UGENTO (Lecce) – Oggi 24 settembre, alle ore 18.30, presso la Chiesa di Santa Filomena (ex aula consiliare) di Ugento, si terrà la presentazione del libro di Maria Caterina BasileNostalgia di cartapesta“.

Introduce l’Assessore allo Sport, Spettacolo e Politiche Giovanili Graziano Greco. Interviene il Presidente del Consiglio Comunale Chiara Congedi. Letture a cura di Fabio Rosalfio.

Nella cornice di una città barocca come Lecce ed in quella della sua arcaica e animata provincia, si svolge la vicenda di Salvatore D’Amato, trentenne dall’animo irrequieto e visionario.

Figlio di una maestra e di un direttore di banca, ha alle spalle un’infanzia agiata ma povera di affetti. Turbato profondamente dal divorzio dei genitori, dalla depressione della madre e dall’abbandono del padre, all’età di diciotto anni decide di andare a lavorare presso il prozio Enzo. Quest’ultimo, anziano maestro cartapestaio, gli rivela i trucchi di un antico mestiere e lo accoglie in casa.

Salvatore ha un carattere particolarmente sensibile che lo porta a isolarsi dal mondo circostante – soprattutto da quello familiare, che sopporta a stento – e a rifugiarsi in realtà fantastiche, oniriche. Questo continuo sottrarsi alle difficoltà della vita gli ha impedito di diventare adulto e sempre più urgente si fa, in lui, la necessità di mutare le sue sofferenze in un’esistenza appagante.

Il libro si apre con la morte della nonna e si chiude con quella del fratello tossicodipendente, Fernando. Nel mezzo, una profonda trasformazione interiore porta il protagonista ad infondere nel presente e nel passato l’incanto delle sue visioni, rendendo vivibile il primo e accettabile il secondo. Fondamentale, in tale cambiamento da succube a “creatore”, la briosa figura del prozio Enzo, il quale, con infinita pazienza, lo guida verso una svolta definitiva, insegnandogli ad avere fiducia nella vita, a perdonare, a spezzare la schiavitù della rabbia.

Salvatore conosce infine Maria Elena, ragazza madre in fuga da un compagno con problemi di droga. È assieme a lei e a suo figlio Riccardo che inaugura una nuova fase della sua vita: osservando la spontaneità e la tranquillità con le quali il bambino riesce a dare fondamento al gioco, Salvatore compie infatti il passo decisivo verso una maturità in cui il fanciullo e l’adulto, la realtà e il sogno convivono serenamente“.