LECCE – Oggi è stata una domenica mattina speciale per le allieve del Damus – Accademia, perché hanno potuto seguire un interessantissimo stage con i due primi ballerini del Teatro alla Scala Di Milano, Marta Romagna e Alessandro Grillo. La straordinaria coppia di artisti nella vita e nella danza ha lavorato insieme alle allieve spiegando passi e segreti di questa arte. Marta Romagna può vantare una carriera ricca di successi: a soli 19 anni la direttrice del Teatro alla Scala, Elisabetta Terabust, le affida il ruolo di Giulietta in “Romeo e Giulietta”, in coppia con Roberto Bolle, mentre nel 2001 viene nominata prima ballerina. Inoltre, la celebre ballerina ha interpretato tantissimi ruoli sulle scene internazionali e ha collaborato con i più grandi ballerini in circolazione. Alessandro Grillo è un compagno di vita e d’arte per Marta: anche lui primo ballerino e artista di straordinario talento.

Li abbiamo intervistati subito dopo lo stage con le allieve del Damus (cliccate sull’immagine per vedere l’intervista). Brillanti, disponibili, bravissimi, con corpi scolpiti, Marta e Alessandro, dopo la lezione, hanno raccontato come la danza ha cambiato le loro vite. “Sono vissuta con la danza dall’età di dieci anni: ho trovato anche l’amore, mio marito! – spiega Marta Romagna rivolgendosi ad Alessandro Grillo – La danza mi ha dato una famiglia, un lavoro che in realtà è una passione, il successo”. La prima ballerina della Scala si definisce una romantica: “Mi piacciono i ruoli romantici, classici, con i finali tragici, come Romeo e Giulietta”. Al Damus Marta Romagna ha incontrato tante ragazze determinate, attente e pronte ad accogliere gli insegnamenti dei due primi ballerini.

“Il consiglio che do a loro per arrivare al successo è di aprirsi con un’energia positiva nel movimento, nel port de bras, nel modo di tenere il viso e lo sguardo. Sicurezza e determinazione sono elementi essenziali, le ragazze del Damus sono state attente e ricettive: questo è fondamentale”. Alessandro Grillo non è per la prima volta a Lecce, però crede molto negli incontri come questo: le scuole non devono essere autoreferenziali, secondo il primo ballerino, devono aprirsi alle grandi esperienze, dialogare, aumentare qualità, precisione e disciplina, per formare eccellenze. Il Damus- Accademia realizza spesso questi incontri culturali con ballerini di alto livello proprio per arricchire i propri allievi. “Tutte le scuole dovrebbero fare così” – riflette Grillo.

“Con i miei allievi mi pongo con disciplina, ma cerco di utilizzare diplomazia e psicologia perché ogni allievo ha la sua personalità da comprendere”. Pochi dubbi sul metodo migliore per lo studio della danza: “Noi siamo cresciuti nel Teatro alla Scala con il metodo Cecchetti, Vaganova, poi, naturalmente, si può aggiungere un po’ di metodo americano e francese. Si può mettere un po’ tutto per cercare di aumentare la qualità e il livello della danza”. Per i due ballerini i progetti sono tanti: si comincia con ‘Lo Sciaccianoci’ alla Scala, ma c’è anche l’idea di puntare su progetti didattici nazionali collegandosi a scuole di danza come il Damus. 

“Noi crediamo moltissimo nella qualità della docenza: abbiamo uno staff di elevatissima esperienza didattica e artistica – puntualizza Patrizia Nuzzo, ideatrice e direttrice artistica della scuola di danza del Damus – Da oltre 25 anni, in tutte le materie e discipline dell’arte e dello spettacolo, puntiamo sulla qualità. La grande apertura per noi è il valore aggiunto. Organizziamo spesso stage con maestri provenienti da enti lirici importanti da tutta Europa. Questi incontri sono fondamentali per la didattica perché il percorso didattico della danza coreutica, della danza classica e contemporanea, prevede un’apertura al mondo: l’esperienza si acquisisce confrontandosi con altri insegnati e altri metodi.

Attraverso degli incontri che si fanno durante l’anno accademico si attua un percorso di approfondimento mirato a sostenere degli esami che porteranno al conseguimento di importanti certificazioni. Il Damus, dopo questo primo incontro del nuovo anno accademico, continuerà a ospitare altri grandi ballerini e docenti: la cosa importante è la sinergia che si crea con le altre scuole del territorio. Ci apriamo all’arte, che non ha confini. Lavoriamo in sinergia con le altre scuole del territorio per migliorare il futuro di questi giovani artisti”.

Gaetano Gorgoni