LECCE – I tre candidati del centrodestra sono cortesi, corretti, moderati e sulla stessa lunghezza d’onda tra di loro, ma hanno storie e sostenitori molto diversi. Il direttore del Corrieresalentino, Gaetano Gorgoni, ha moderato un confronto in cui sono stati affrontati i temi più caldi di queste elezioni amministrative leccesi: premete sull’immagine per vedere tutta l’intervista. Il centrodestra il 17 marzo, dalle 8 alle 20, chiama al voto militanti e simpatizzanti per scegliere il suo candidato: siamo alle ultime battute. I candidati si sono giurati lealtà, ma hanno profili molto diversi. L’avvocato Gaetano Messuti è stato per anni un amministratore leccese molto radicato sul territorio (da sempre tra i più suffragati): oggi è sostenuto da movimenti civici e da due partiti (L’Altra Italia e Forza Italia). Il leader di Sentire Civico si sente alternativo rispetto al “metodo Perrone”, pur giurando lealtà assoluta ai suoi compagni di coalizione.

Saverio Congedo viene da una lunga esperienza in Consiglio regionale: dopo anni di militanza in An e poi nel Pdl, oggi è il segretario regionale di Fratelli d’Italia. La fusione con i fittiani del Partito della Meloni fa rinascere l’asse Perrone-Fitto che sembrava ormai alle spalle.
Mario Spagnolo, invece, è un leghista della prima ora. Si dice che sia stato candidato per neutralizzare il senatore Roberto Marti: l’area del parlamentare leghista se si fosse spostata su Messuti avrebbe potuto aumentare notevolmente le chance di vittoria dell’avvocato di Sentire Civico. Ma queste congetture sono respinte con forza dal segretario cittadino leghista: “Sono autonomo e non mi sento di far parte né dell’area Marti né di quella di Caroppo. Ho una storia coerente di militanza nella Lega e delle idee chiare sulla sicurezza e sul commercio a Lecce”.

Dagli estimi al commercio i candidati hanno offerto le loro proposte. Annullamento delle delibere in autotutela e marcia indietro sul predissesto, secondo Gaetano Messuti sono i punti da cui ripartire. Per Congedo bisogna annullare le delibere per ripristinare l’equità tra leccesi proprietari di immobili che si sono visti aumentare le tasse (a causa delle nuove valutazioni, che i giudici considerano errate, dell’Agenzia delle Entrate) e proprietari che hanno fatto ricorso in tempo e non vedranno gli aumenti del 20 per cento. Secondo Spagnolo, non si può promettere nulla, ma solo studiare la situazione con i legali per trovare una vera soluzione. La ricetta polibortoniana di abbassare le altre imposte comunali a chi non ha fatto ricorso in tempo non convince i tre candidati. I tre sono d’accordo nel trovare una soluzione politica che porti a un contenimento della tassazione e all’uscita dal predissesto.

Anche sul commercio tutto da rifare per i tre: le vicende dei Teatini e di Piazza Libertini sono state gestite male, secondo i candidati alle primarie.
Intanto, tiene ancora banco il dibattito sulla necessità di frenare la corsa di Adriana Poli Bortone: la senatrice potrebbe diventare una pericolosa bomba per il centrodestra. In molti hanno paura che si ripeta l’ “effetto Delli Noci” di due anni fa. Per il vincitore delle primarie la sfida sarà far tornare nel “recinto” della coalizione la senatrice. “Io sono un buon artificiere – ironizza Spagnolo – saprò disinnescare la bomba”. Tutti d’accordo su questo punto: essere inclusivi conviene. Ma davvero basterà il sondaggio affidato a un autorevole Istituto nazionale, il giorno dopo le primarie (proposto da Adriana Poli Bortone) per risolvere la spaccatura del centrodestra? In molti stentano a crederci.