F.Oli.

NARDO’ (Lecce) – Consumazioni a sbafo nel bar e minacce al dipendente e al titolare. Il gup Giulia Proto, al termine del processo in abbreviato, ha condannato Egidio Prete, il famigerato “Totò Riina”, 39enne, di Nardò, a 3 anni di reclusione (a fronte di una richiesta di 3 anni e 8 mesi invocata dal pm Alessandro Prontera) per estorsione. Il reato di tentata estorsione è stato invece riqualificato in minacce aggravate. Per questa faccenda Prete è sempre sottoposto all’obbligo di dimora. L’avvocato difensore, Massimo Muci, ha avanzato richiesta di revoca su cui pende il pm ha espresso parere contrario. Il giudice si è riservato sulla decisione.

I fatti fanno riferimento ad un’estorsione compiuta in un bar di Torre Lapillo il 28 febbraio del 2018. Secondo le indagini condotte dai carabinieri della stazione di Porto Cesareo (dipendenti dalla compagnia di Campi Salentina) Prete avrebbe preteso la consegna di 100 euro dal dipendente del bar. Al rifiuto della persona offesa avrebbe promesso di ritornare con gente di Veglie per demolire il locale e che lo avrebbe trovato.

Analoghe pretese sarebbero state avanzate nei confronti del titolare minacciato con espressioni del tipo: “Adesso mi parcheggio qui e faccio un casino”. Mentre veniva sollecitato a pagare la consumazione (una birra ed un ginseng) avrebbe riferito: “Voi non sapete chi sono io”; “Ora torno e vi sparo a tutti distruggendovi il locale”; “più tardi porto qualche confetto”. Titolare e dipendente non si lasciarono intimidire e denunciarono l’accaduto ai carabinieri. In foto riconobbero Prete come il loro estorsore. Dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza i carabinieri risalirono all’auto (una Renault Modus intestata al padre) con cui Prete raggiunse il bar in compagnia di un amico.

Sulla scorta delle indagini sintetizzate in un’informativa dei carabinieri di Porto Cesareo dopo la denuncia del titolare, il pubblico ministero Roberta Licci aveva chiesto i domiciliari ma il gip ha ritenuto sufficiente applicare il solo obbligo di divieto di dimora. Attualmente Prete è ai domiciliari per tre rapine riunite in un unico fascicolo e confluite in una condanna di primo grado a 5 anni e 4 mesi.