F.Oli. 

SUPERSANO (Lecce) – Per dodici lunghi anni avrebbe vissuto con un marito padrone autoritario, prevaricatore e violento. Un matrimonio in cui le gioie sarebbero state minime e i dolori e le sofferenze tante. Tante e ancora tante. Ora S.B.C., 51enne, di Supersano, è stato allontanato da casa. Risponde di maltrattamenti, lesioni personali aggravate, violenza sessuale e violazione degli obblighi dell’assistenza familiare. Dovrà stare lontano dalla moglie in un raggio di almeno 300 metri di distanza. Così come stabilito dal gip Sergio Tosi. Convolata a nozze il matrimonio si è rivelato un disastro. Un fallimento, per colpe non della donna ma di chi avrebbe gozzovigliato tutto il giorno, scialacquando i soldi, infischiandosene di moglie e figlie. Mentre la donna si sarebbe sobbarcata il peso della famiglia con un lavoro onesto per portare avanti la crescita delle ragazze.

S.B.C., invece, si sarebbe distinto solo per le offese, le minacce, le intimidazioni e una serie di episodi di maltrattamenti anche alla presenza delle figlie: e poi calci, spinte, tirate per i capelli. In più occasioni, poi, S.B.C. avrebbe obbligato la moglie a consumare rapporti sessuali contro la sua volontà, minacciandola di morte se avesse denunciato quanto accaduto. Talvolta, come nel dicembre del 2018, chiudeva la porta di casa per impedirle di fuggire. L’avrebbe così picchiata impedendole di recarsi in ospedale per evitare di raccontare quanto accaduto.

Altro episodio nel marzo scorso. Dopo una discussione S.B.C. avrebbe picchiato la moglie tappandole la bocca con la mano per non farla respirare. La spirale di violenza sarebbe proseguita il 30 aprile. Quel giorno aggredì la donna mentre cercava di scappare da casa; l’avrebbe trascinata per i capelli facendole sbattere la testa contro il muro per evitare di raccontare quanto le era accaduto e causandole un trauma distrattivo cervico-dorsale e un trauma cranico non commotivo con prognosi di dieci giorni. Da ultimo il 9 giugno l’uomo avrebbe costretto la moglie a consumare un rapporto sessuale mentre si trovava sul divano.

Tutti questi episodi sono confluiti in un’ordinanza a seguito della denuncia-querela nei confronti dell’uomo il 4 giugno scorso. La donna ha ripercorso il suo matrimonio. Il carattere burbero, prepotente e violento avrebbe condizionato negativamente il rapporto tra i coniugi. Sin dall’origine la convivenza si sarebbe dimostrata intollerabile per gli insanabili contrasti tra i coniugi. S.B.C. non avrebbe mai manifestato l’intenzione di voler collaborare e di contribuire minimamente alle faccende di casa, alle figlie e alla moglie, trascorrendo le giornate bighellonando nei vari luoghi di ritrovo, sperperando il poco denaro che guadagnava. Da qui l’applicazione della misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare richiesto dal pm e disposto dal gip Sergio Tosi.

L’indagato, difeso dall’avvocato Americo Barba, è comparso davanti al giudice nelle scorse ore per l’interrogatorio di garanzia. Ha negato le violenze più gravi circoscrivendo le tensioni famigliari in un rapporto sì difficile, ma mai sfociato in episodi particolarmente inquietanti così come lumeggiato dal gip. Al di là della ricostruzione fornita per la persona offesa, assistita dall’avvocato Simone Viva, si spera che il provvedimento adottato dal Tribunale possa restituirle un briciolo di serenità. A lei e alle sue figlie.