SALENTO – Bisogna saper fare autocritica per migliorare il nostro turismo: essere autoreferenziali è molto pericoloso. A 300 chilometri da qui, in Calabria, in posti come San Nicola Arcella, splendidi paradisi del Tirreno, in pieno agosto i lettini costano 5 euro, le docce sono gratuite e nessuno si sogna di farti pagare 16 euro una frisa con qualche pezzo di tonno e una mozzarella, come avviene a Porto Cesareo, meta del turismo di massa salentino. Certo anche in alcuni lidi di Otranto i prezzi sono molto contenuti e i lettini restano a quota 8 euro anche il 15 agosto. Però i furbi e le esagerazioni sui prezzi dilagano nel nostro Salento: ne sanno qualcosa i turisti che ci hanno inviato il “pre-conto” di un lido di Torre dell’Orso (lo scontrino non l’hanno mai visto!). Ma la polemica tra cliente e gestore è scoppiata in un lido di tendenza di Porto Cesareo: lì lo scontrino è vero, ma il costo di due lettini senza ombrellone raggiunge i 30 euro.

Una coppia che ha portato i panini da casa viene bloccata “bruscamente” (secondo alcuni clienti) mentre cerca di mangiare: quindi, i due decidono di ordinare due birre e una frisa con pochi cubetti tartare di gamberetti, una burratina di 60 grammi per un valore di 16 euro a testa. La birra Nastro Azzurro a 6 euro l’una. Totale scontrino: 44 euro. “Un piatto freddo, senza prodotti particolari, servito sulla spiaggia, raggiunge costi esorbitanti” – spiega il cliente deluso. Ma la coppia in questione critica con un post al vetriolo sui social anche i modi bruschi con cui si vieta il cibo da casa, davanti alle persone e alle loro bambine. “Il prossimo anno andiamo in Montenegro” – commentano. Ma la replica del proprietario giunge a stretto giro: “Il signore che ha polemizzato sui social ha potuto vedere prima i prezzi, che sono esposti con chiarezza. Il fratello della persona che accusa ha preso una postazione baldacchino: erano circa 15, incluso chi mi accusa. I commenti del mio cliente abituale contrastano con quelli del fratello. Il signore che si lamenta ha diviso la postazione con tante altre persone, quindi non ha pagato 15 euro a lettino. Inoltre, il piatto non era una semplice frisa, che con i pomodorini normalmente costa 5 euro, ma una frisa con tartare di gamberi, stracciatella, pinoli, accompagnata da datterini gialli.

Le nostre sono frise di qualità, con ingredienti del territorio, quindi a chilometro zero. Dunque il prezzo è ragionevole. Inoltre, la Nastro Azzurro al bar costa 4,5 euro, ma servita in spiaggia con un secchiello di ghiaccio costa 1,50 euro in più. Poi, dobbiamo spiegare che non facciamo mangiare in spiaggia perché se la gente si sente male, potrebbero addebitarlo a noi. Le bimbe hanno comunque mangiato i panini portati da casa. Nessuno ha costretto le bambine a non mangiare. Dietro questa piccola spiaggia ci sono 46 lavoratori che contribuisco a determinare il successo del nostro lavoro: chi fa certi commenti dovrebbe riflettere prima”. C’è da correggere qualcosa per quanto riguarda il customer satisfaction in alcuni dei nostri lidi, magari abbassando i prezzi e consegnando, dopo il pagamento, lo scontrino vero. Ce la possiamo fare.