SALENTO – Sigarette spente e abbandonate sulla sabbia, insieme a bottiglie di plastica, cocci di vetro, piattini, buste, lattine, oggetti vari e una marea di altri rifiuti inquinanti devastano alcune dune di Porto Cesareo. Alcuni tratti di costa salentina, soprattutto tra Torre dell’Orso e Porto Cesareo, diventano il regno del “cafonal trend agostano”. Sulle spiagge libere palloni violenti e ombrelloni abusivi piazzati lì anche quando il proprietario non c’è, con segnaposto e blocchi di pietra. Nei giorni scorsi un blitz della polizia del Comune di Nardò ha dato una bella lezione di civiltà al popolo dei prepotenti delle spiagge libere: ci si impadronisce della zona impedendo agli altri di posizionarsi lì, ma le multe per chi lo fa sono pesanti. A Torre dell’Orso, in questi giorni, sorge un mini Lido abusivo, con tante di sdraio, nella spiaggia libera. A Porto Cesareo, patria delle case abusive, c’era chi si era recintato una parte di spiaggia. Poi non mancano i protagonisti di partite violente, con palle e palloni pesanti che finiscono in faccia alle persone. In pieno agosto, nelle spiagge libere più ambite c’è chi non si ferma davanti a niente.

Torre dell’Orso spiaggia libera

La spiaggia libera viene vissuta come zona franca: le pallonate fioccano su una donna incinta, professionisti dei racchettoni sbattono a terra bimbi come birilli, ma non mancano le pallonate in faccia, con tanto di sangue dal labbro, ad una turista affittuaria di un lido: è avvenuto a Torre dell’Orso davanti a numerosi testimoni. In troppi sono convinti che sulla spiaggia libera si possa giocare a pallone, anche perché i bagnini dei lidi limitrofi non intervengono quasi mai, se non in casi di liti, e la polizia non circola costantemente per monitorare la situazione: eppure bisognerebbe fare delle ronde delle forze dell’ordine per far ritornare la legalità su certe spiagge.
In troppi non sono in grado di percepire il pericolo di giocare con violenza in mezzo a una spiaggia totalmente ricoperta di bagnanti.

L’ordinanza balneare della Regione Puglia, che recepisce le leggi anche nazionali, all’articolo 3 vieta la pratica di “qualsiasi gioco, sia a terra che in acqua, che possa arrecare pericolo, danno o molestia alle persone, turbativa della
quiete pubblica, nonché nocumento all’igiene dei luoghi. I suddetti giochi sono consentiti nelle zone all’uopo attrezzate o a ciò destinate dai singoli concessionari, sui quali grava, comunque, l’obbligo di stipulare apposita polizza assicurativa”. Insomma, o lidi con campetti o niente. Ma ci sono tutta una serie di norme non rispettate, dal divieto di occupare il demanio al divieto di portare in spiaggia animali senza museruola e fuori dai lidi attrezzati per questo servizio. A Spiaggiabella, Marina di Lecce, in via Santa Cesarea, i lettori ci segnalano panettoni di cemento sulla spiaggia per gli ombrelloni, moto d’acqua, sandalini e perfino muretti costruiti da poco non si capisce a quale scopo. Per non parlare degli ambulanti abusivi che dominano sulle coste salentine: alcuni vendono prodotti pericolosi, non conformi o perfino giocattoli velenosi. Un altro importante passo avanti sarebbe quello di rendere “perfettamente fruibili, anche ai soggetti diversamente abili, gli accessi pubblici al mare esistenti, garantendo la costante pulizia e sistemazione per la loro regolare percorribilità”, come recita la legge. Ma l’agosto salentino, soprattutto su alcune spiagge libere, procede senza regole, anarchico e cafone, prepotente e sporcaccione, lì dove si concentrano le masse. Eppure basterebbe presidiare di più, senza più chiudere un occhio.