LECCE – Martedì prossimo 28 gennaio, approderà in Consiglio Comunale la mozione, primo firmatario Gabriele Molendini, insieme agli altri consiglieri di Lecce Città Pubblica Pierpaolo Patti, Natasha Mariano, Cosimo Murri Dello Diago, finalizzata a risolvere l’annoso problema della carenza di servizi igienici pubblici in città.

Lecce è una città che sta sempre più incrementando la sua vocazione turistica: i dati ufficiali 2018 parlano di oltre 264.000 arrivi e poco meno di 700.000 presenze. Una città turistica ha necessità di qualificare la sua accoglienza e migliorarla sempre più. A tal proposito appare non più rinviabile la risoluzione del problema della carenza di servizi igienici pubblici in città. Carenza avvertita oltre che dai turisti anche dagli stessi cittadini leccesi e da quanti per studio, lavoro e altre necessità frequentano il capoluogo leccese e ne percorrono le strade.

Le difficoltà economiche connesse al riequilibrio finanziario pluriennale dell’Amministrazione Comunale impongono la ricerca di soluzioni che minimizzino o azzerino la spesa pubblica.

Partendo da queste valutazioni nasce la mozione che propone di coinvolgere l’iniziativa di operatori economici privati: un’avviso pubblico per la concessione pluriennale degli spazi cittadini necessari all’installazione di moderni bagni pubblici autopulenti, per quanto possibile anche dotati di spazi per l’allargamento e fasciatoi per il cambio dei bimbi. Le moderne strutture verrebbero installate da privati in concessioni pluriennale a costo zero per il Comune. I privati operatori economici che accederanno all’evidenza pubblica trarranno profitto, oltre all’incasso da gettoniera, anche dalla possibilità di utilizzare le fiancate delle strutture con plance pubblicitarie. Ciò consentirà di raggiungere il pareggio di esercizio ed una maggior attrattività dell’iniziativa economica per quegli imprenditori che parteciperanno al bando.

La città di Lecce potrà così colmare la carenza di servizi igienici pubblici in città sia nelle aree centrali della stessa che nelle sue marine, entrambe aree da includere nell’emanando avviso pubblico.