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Sentenze balneari, Scorrano critica Salvemini: “Il mare sarà delle multinazionali, difendiamo le identità territoriali e le piccole imprese”

LECCE – Oggi il sindaco Salvemini, al fine di commentare l’esito delle sentenze del Consiglio di Stato sui balneari, pubblica sulla propria pagina Facebook un post che si conclude con un laconico ‘siamo pronti a voltare pagina, il mare è di tutti’ – spiega Gianpaolo Scorrano,
Capogruppo APB Sindaco e Presidente Commissione XI di Controllo – Detto così verrebbe da pensare che già dall’anno prossimo, sulla scorta delle sopra richiamate sentenze e grazie al Piano Comunale delle Coste, nelle marine della nostra Città si avranno molti più chilometri di spiagge libere e molti meno lidi privati. Niente di più inveritiero ed è doveroso, per una corretta informazione, che tutti i leccesi sappiano la realtà dei fatti: gli stabilimenti balneari attualmente in essere, infatti, non solo resteranno lì dove oggi si trovano (si provvederà unicamente a mettere a bando le rispettive concessioni), ma – quel che è peggio – ne potranno sorgere di nuovi (“si provvederà a rilasciare nuove concessioni balneari, culturali, sportive…”).

Il mare, quindi, non sarà di tutti come qualcuno vorrebbe far credere, ma solo di coloro i quali avranno la forza e la capacità economica di fare l’offerta economicamente più vantaggiosa. Insomma, quella che il sindaco rivendica come una vittoria per il nostro territorio, per il sottoscritto equivale, invece, ad una doppia sconfitta: per i piccoli imprenditori locali, che, con ogni probabilità ed in assenza di regole certe, non potranno competere con le multinazionali, con le grandi catene alberghiere e, perché no, con la malavita organizzata, e per i leccesi che vedranno ulteriormente diminuiti i chilometri di spiaggia libera a loro disposizione.

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In ultimo, il sindaco “dimentica”, probabilmente, di comunicare ai leccesi che tutte le sentenze del CdS, così come quanto affermato dall’Adunanza Plenaria, sono tutt’ora subjudice, in quanto tra gli interrogativi posti dal TAR di Lecce (Giudice Pasca) alla Corte di Giustizia Europea c’è la richiesta di applicabilità o meno della Bolkstein agli stabilimenti balneari.
È del tutto evidente, infatti, che un’eventuale disapplicazione porterebbe di nuovo, per usare un termine calcistico, ‘la palla al centro’.

Dunque, c’è davvero ben poco per cui gioire, bensì c’è tanto lavoro da fare per cercare di tutelare la nostra identità culturale, territoriale ed occupazionale prima che il danno perpetrato diventi, purtroppo, irreversibile. L’unica certezza è che quando le sentenze si sostituiscono alla facoltà di legiferare del Parlamento, ha perso la Politica e con essa tutti noi”.

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