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Ex Caserma Massa, una brutta storia di ritardi e burocrazia: un “buco urbano” ha devastato la città per decenni. La storia raccontata dall’avvocato Quinto

LECCE – Messi da parte i toni trionfalistici sul passo avanti nel progetto dell’ex Caserma Massa, dobbiamo tornare alla realtà: sono passati troppi anni con uno “sfregio urbano” inaccettabile, che ha reso meno bella e meno vivibile la nostra città. Inutile perdersi nei fronzoli: attendiamo 496 parcheggi e un centro commerciale riqualificato a due passi dalle principali piazze leccesi. Forse siamo finalmente in dirittura d’arrivo, ma l’importante è costruire al più presto quello che attendiamo da 17 anni (risale al 2005 il progetto De Nuzzo).

LA VERA STORIA GIUDIZIARIO-AMMINISTRATIVA 

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L’avvocato Pietro Quinto, difensore della Ditta De Nuzzo nelle molteplici vicende giudiziarie e nella definizione dei rapporti amministrativi con il Comune di Lecce, ricostruisce una storia giudiziaria e amministrativa lunga 23 anni.

– Nel 1999 con deliberazione n. 67 il C.C. approvò una ipotesi progettuale per la sistemazione dell’area dopo la demolizione nel 1970 della Caserma Massa frutto della trasformazione di una Chiesa e di un convento.

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– Con deliberazione n. 17/2005 il C.C. decise di realizzare l’intervento tramite un project financing (realizzazione a cura e spese di un privato con convenzione di gestione e successivo trasferimento della proprietà al Comune).

– Il progetto, successivamente aggiornato, prevedeva un parcheggio interrato per 495 posti e sistemazione dell’area con destinazione a mercato, uffici ed attrezzature civili con il recupero e la utilizzazione della tettoia liberty preesistete nel vecchio mercato coperto e tutt’oggi conservata in un deposito. Importo dei lavori previsto 24 milioni di euro.

– Venne espletato il procedimento amministrativo per l’individuazione del «promotore» del progetto e per l’affidamento dei lavori. Dopo un articolato contenzioso innanzi al TAR ed al Consiglio di Stato fu scelto il progetto presentato dalla Società De Nuzzo, alla quale con deliberazione del 2010 il Comune aggiudicò in via definitiva l’esecuzione dell’opera quale concessionaria.

– Iniziati i lavori intervenne la Soprintendenza che impose indagini archeologiche per una adeguata valutazione dell’interesse culturale. Tali indagini si trasformarono in veri e propri scavi archeologici sotto la direzione della stessa Soprintendenza.

Completati gli scavi nel 2013, la Soprintendenza Archeologica nel 2014 richiese ulteriori lavori di svuotamento degli ossari nelle tombe dell’ex convento ed il recupero di manufatti di rilievo architettonico riguardanti la Chiesa ed il Convento preesistenti, nonchè una rielaborazione del progetto.

– Da qui un ulteriore contenzioso tra Comune, Ministero Beni Culturali e Ditta De Nuzzo che si risolse innanzi al TAR Lecce e al Consiglio di Stato in favore del Comune e della De Nuzzo. Successivamente, intervenne un accordo tra le parti, con la riduzione dei posti auto interrati ed eliminazione di 50 posti auto su quelli previsti in progetto «per una maggiore conservazione e leggibilità delle strutture pertinenti la Chiesa di Santa Maria del Tempio» risalente al XV secolo.

Nel 2018 furono concordate le modalità esecutive dei nuovi lavori e si pervenne ad un aggiornamento della convenzione tra la Ditta De Nuzzo ed il Comune di Lecce, stipulata nel 2010, con il riconoscimento dei notevoli oneri finanziari sopportati dalla Ditta De Nuzzo per gli interventi e gli scavi di natura archeologica sull’area di proprietà del Comune.

– Da quella data è iniziato l’iter per il completamento degli scavi per eventuali risultanza archeologiche sino alla roccia in tutta la superficie interessata dal progetto e solo successivamente (gennaio 2021) la definizione di un progetto esecutivo per il riavvio ed il completamento dei lavori (presentazione Progetto Esecutivo 5.8.2021).

Dopo varie interlocuzioni con gli uffici comunali, il progetto esecutivo predisposto dalla Ditta De Nuzzo è stato validato e approvato dal Comune di Lecce nel maggio del 2022.

– La narrazione delle vicende della ex Caserma Massa è stata sintetizzata nei suoi passaggi essenziali, senza dar conto, in particolare, dei molteplici giudizi innanzi al TAR ed al Consiglio di Stato, nonché dei ripetuti interventi e prescrizioni della Soprintendenza per i Beni archeologici.

Sono trascorsi, a far tempo della demolizione della Caserma Massa (01 Febbraio 1971), 51 anni, e dalla ipotesi progettuale deliberata dal C.C. (1999), con l’avvio della procedura amministrativa, 23 anni.
Mentre il progetto della Società ING DE NUZZO srl è stato presentato nel Project Financing del Comune, in data 30.6.2005.

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