giordano-salviniLECCE – “Sto con Adriana Poli Bortone perché Fitto sta con Alfano e, quindi, con la sinistra “. Matteo Salvini spiega così ai suoi elettori la scelta della sua lista. La Lega sbarca in Puglia: il leader del Carroccio si presenta con la maglietta “Salento ” regalata da Paolo Pagliaro, responsabile forzista al regionalismo. “Io sono per l’autonomia: il centralismo ha fallito.

In Europa mi sono battuto per la nostra agricoltura. Non farei toccare nemmeno un albero di fronte alle incertezze che ci sono su Xylella”-spiega. Salvini dice no agli abbattimenti degli ulivi e anche a Tap, “perché le popolazioni devono essere ascoltate”.

“Il Pd odia il sud- spiega il leader leghista- la sinistra è razzista con gli italiani: ha più attenzione per chi sbarca e non si cura degli esodati del Salento.

Se hanno chiamato me al sud significa che gli altri hanno fatto molto male in questi anni”. Salvini spiega di non non essere interessato al partito repubblicano a cui aspira Berlusconi: lui punta sui grandi temi, che vanno dalla “lotta all’immigrazione alla difesa della famiglia tradizionale”.

E sull’alleanza con la destra radicale puntualizza che si tratta di categorie superate, di essere interessato solo ai problemi.

La sua è una Lega che cerca il consenso del sud sulle grandi battaglie da combattere insieme: gli anni di governo con Bossi sono ormai archiviati e anche il linguaggio antimeridionalista. La prima tappa leccese con i giornalisti è stata nel comitato di via del mare, quello di Mauro Giordano, giovane imprenditore, salviniano della prima ora, candidato al consiglio regionale.

Nelle scorse ore il comitato è stato preso di mira: sprangate e danni agli arredi: ecco perché Salvini viaggia blindatissimo.

“Sono dei cretini”- commenta. Al Tiziano la conferenza finale: Salvini è “deciso a rappresentare la rabbia degli italiani” e nonostante il centrodestra sia a pezzi crede in un successo pugliese della Lega.

Ma al Tiziano lo hanno accolto cantando “Bella ciao” e lanciando uova marce. La protesta organizzata dalla sinistra radicale si è fatta sentire in città. Cori, canzoni e sberleffi a Salvini, considerato portavoce dell’intolleranza. Il leader leghista scontatissimo è riuscito ad accedere al Tiziano, in molti hanno invece rinunciato.