LECCE – Riportare all’antico splendore e alla piena fruizione del pubblico tre simboli della capitale salentina, rilanciandone anche il ruolo di grande attrattore turistico e culturale per tutto il Mezzogiorno. Di questo si è parlato oggi a Lecce, alla presenza del Sottosegretario ai Beni culturali e al turismo Antimo Cesaro, del Sindaco Paolo Perrone, del Prefetto di Lecce Claudio Palomba, dell’Arcivescovo Umberto D’Ambrosio, del Presidente della Provincia Antonio Maria Gabellone e della Soprintendente Maria Piccarreta, in occasione della conferenza stampa indetta per presentare lo stato di avanzamento ed i risultati di tre importanti operazioni di restauro e riqualificazione condotti dalla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Lecce Brindisi e Taranto.

Sottosegretario Antimo Cesaro: “Grazie all’eccellente lavoro svolto dalla Soprintendenza, Lecce recupera tre tesori artistici ed architettonici rilanciando la sua immagine di scrigno culturale ed artistico del Mezzogiorno con l’ambizione di incrementare i suoi flussi turistici, proponendosi come destinazione destagionalizzata, in grado di offrire ad italiani e stranieri un’indimenticabile esperienza culturale, artistica ed enogastronomica. L’incredibile scoperta nei sotterranei dello Spirito Santo apre, inoltre, nuove possibilità per un circuito di visita della città insolito ed affascinante tra religione, arte e mistero. Si tratta di vero turismo emozionale. Oggi Lecce dimostra come sia possibile utilizzare al meglio i finanziamenti per la cultura, nazionali e comunitari, attraverso una virtuosa collaborazione tra amministrazione comunale, regionale e statale”.

– EX OSPEDALE DELLO SPIRITO SANTO

PROGETTAZIONE ESECUTIVA ED ESECUZIONE DEI LAVORI DI RESTAURO E VALORIZZAZIONE.

Fondi POIn “Attrattori culturali, naturali e turismo” 2007-2013 e Piano di Azione e Coesione “Valorizzazione delle aree di attrazione culturale”

Dal 2011 la sede istituzionale della Soprintendenza per la provincie di Lecce Brindisi e Taranto è ospitata negli ambienti dell’antico Ospedale dello Spirito Santo, unico esempio di architettura civile con destinazione ospedaliera, realizzato nel periodo rinascimentale a Lecce.

Considerate le condizioni dell’edificio, l’allestimento degli uffici ha comportato un primo intervento che rendesse utilizzabile una parte degli ambienti adibita ad accogliere il personale, al fine di espletare l’attività istituzionale. Questo nuovo finanziamento permetterà di completare il restauro, garantendo la fruibilità dell’intero edificio grazie ad un articolato progetto di restauro e valorizzazione, proseguendo il graduale processo di conservazione avviato già da diversi anni per restituire al territorio il complesso monumentale nella sua globale integrità e accessibilità.

Infatti, parallelamente all’ampliamento della sede degli uffici, una vasta porzione del palazzo sarà finalizzata alla fruizione dei visitatori: nello specifico, si riaprirà la chiesa interna al complesso e sarà allestita la Galleria del patrimonio culturale salentino, che diverrà uno spazio dedicato alla narrazione delle peculiarità culturali del territorio di competenza della Soprintendenza. Verranno adibiti percorsi tematici sul territorio, con l’illustrazione delle tecniche costruttive locali, dell’architettura rurale e del sistema di difesa delle masserie fortificate, con le relative torri costiere. Saranno altresì proposti approfondimenti sui sistemi delle volte cosiddette “a stella”, tipiche del Salento, sulla pietra leccese, sulla lavorazione della cartapesta, ecc. Nell’ambito dei lavori sarà recuperato il giardino annesso al complesso. Particolare attenzione è stata posta in fase progettuale alla piena accessibilità di tutto l’edificio.

La rimozione temporanea della pavimentazione durante i lavori, iniziati nel gennaio scorso, ha poi portato alla luce alcune cavità che si sono dimostrate veri e propri ambienti sotterranei, alcuni dei quali già noti. Ha destato stupore fra gli esperti la quantità di resti umani che vi sono stati ritrovati: in un vano dalla superficie di circa 150 m2 è stato, infatti, rinvenuto uno strato di ossa dell’altezza di circa 2 metri, perfettamente livellato.

Il Comando dei Vigili del Fuoco di Lecce, dopo un’ispezione, ha acquisito una serie di immagini che, congiunta ad una mirata ricerca iconografica, bibliografica e archivistica, permetterà di formulare delle ipotesi sulla genesi di tale ossario. A questo scopo si è deciso di coinvolgere gli specialisti del Centro di Datazione e Diagnostica dell’Università del Salento. Al momento l’ipotesi più plausibile è quella di una probabile pestilenza, che tra il 1400 e il 1600, colpì la città.

I risultati degli accertamenti in corso permetteranno, infine, di determinare le modalità più idonee per esplorare le strutture sotterranee, ipotizzando un affascinante viaggio in una porzione della Lecce segreta. 

– IL RESTAURO DEL CASTELLO DI CARLO V

POIn “Attrattori Culturali, Naturali e Turismo” FESR 2007/2013.

Il Castello di Lecce, comunemente conosciuto come Castello di Carlo V d’Asburgo, costituisce la più grande architettura fortificata pugliese.

Fino alla fine degli anni Ottanta esso fu adibito a caserma e fu sede del distretto militare, per poi essere acquisito al Demanio storico-artistico.

La porzione del Castello costituita dalle grandi sale del primo piano, fu affidata al Comune di Lecce che ne detiene, ancora oggi, la relativa gestione. La restante parte – il primo sotterraneo, il museo della cartapesta, gli ambienti sulla piazza d’Armi e l’area del cantiere di prossima chiusura – sono invece di pertinenza del Ministero per Beni e le Attività Culturali e il Turismo.

Il Segretariato regionale, l’Agenzia del demanio e il Comune stanno lavorando ad uno specifico accordo che veda una gestione condivisa dell’intero complesso monumentale.

I lavori appena conclusi restituiranno al visitatore tutti gli spazi più significativi del Castello: i camminamenti di ronda, che potranno essere percorsi scoprendo visuali assolutamente sconosciute del tessuto urbano della città di Lecce; le gallerie ipogee delle quali si era persa memoria; le prigioni, che conservano ancora i graffiti realizzati dai reclusi.

Inoltre, in piazza d’Armi, negli ambienti delle ex scuderie, della cappella di S. Francesco e delle sale poste sul lato est, riaprirà con un nuovo allestimento il Museo della cartapesta – istituito nel 2004 dal Ministero – che raccoglie preziose testimonianze dell’antica arte tradizionale leccese, ancora oggi ricca e fiorente.

Sarà realizzata una guida multimediale – parte integrante dell’intervento concluso – che conduca il visitatore alla scoperta dell’intero complesso fortificato. La guida narrerà le vicende che ebbero luogo nel castello, coinvolgendo l’ascoltatore nel dialogo tra l’architetto militare Gian Giacomo dell’Acaya, impersonato dall’attore Ivano Marescotti e un frate abitante nel castello, che avrà la voce di Francesco Pannofino; il viaggio culminerà nelle prigioni, dove saranno lette e interpretate alcune delle interessantissime incisioni graffite rinvenute sulle pareti.

Il complesso intervento di restauro, pertanto, è stato progettato e poi realizzato perseguendo la finalità prioritaria di riconoscere al Castello il ruolo naturale di grande attrattore, in grado di implementare il turismo culturale e di garantire un’offerta culturale di alta qualità, restituendogli quella unitarietà e quella magnificenza che ha caratterizzato non solo la sua storia ma anche quella della città e del suo territorio.

– CONSOLIDAMENTO E RESTAURO DEL FASTIGIO DELLA BASILICA DI SANTA CROCE
Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – Programma Ordinario anno finanziario 2012 e anno 2013

La basilica di Santa Croce, insieme all’ex convento dei Celestini, costituisce il complesso monumentale simbolo del barocco salentino.

Nel maggio del 2011, il distacco di alcuni frammenti lapidei resero evidente la situazione di grave compromissione del fastigio in sommità della facciata.

Il fenomeno si manifestò in tutta la sua gravità poiché interessava non solo l’assetto statico del fastigio, ma anche il modellato del ricchissimo apparato decorativo.

L’azione di consolidamento e restauro ha garantito pertanto un primo consolidamento strutturale.

Nell’occasione si è scoperto che un precedente intervento stava causando un disequilibrio nella struttura muraria, con conseguenti fessurazioni, rigonfiamenti e infiltrazioni di acqua.

Appare dunque evidente la rilevanza dell’operazione del 2011, tesa a garantire l’assetto statico dell’edificio senza stravolgere la compagine strutturale originaria.

A breve verranno infine avviate le procedure per l’appalto di un nuovo intervento di restauro delle altre parti della basilica, grazie alla collaborazione tra la Regione Puglia che ha erogato un finanziamento di 2 milioni di euro la Curia di Lecce quale stazione appaltante e la Soprintendenza che sta curando la progettazione e che dirigerà i lavori.