LECCE – L’esame si svolge come se fosse una tac standard, ma il risultato è molto diverso. Torniamo a parlare di una Tc che supera le classiche 64 immagini al secondo (ne fa 128 nello stesso tempo impiegato dai vecchi macchinari): si trova nel Salento e precisamente nel Poliambulatorio Calabrese di Cavallino. Lo strumento in questione ha un nome tecnico molto difficile: «TC GE Optima  660 New Generation 128 slice». Nelle immagini del video che vedete all’interno di questo articolo potrete scoprire concretamente cosa è capace di fare questo macchinario. Il paziente si stende regolarmente e in pochi secondi avrà il quadro di tutta la situazione: questo strumento naviga in vasi sottilissimi come le coronarie e individua le occlusioni: ciò significa evitare la coronografia, esame invasivo che si esegue per mezzo del cateterismo cardiaco.

Nel Poliambulatorio Calabrese il paziente si sdraia, si sottopone a elettrocardiogramma preliminare, al fine di monitorare i battiti cardiaci (non più di 65 al minuto, per verificare il ritmo regolare), quindi viene infuso il mezzo di contrasto. Tutto questo con dovute respirazioni monitorate dall’équipe di esperti. «Le immagini vengono acquisite nel giro di pochissimi secondi, giusto il tempo di un’apnea respiratoria. Dopo questo l’indagine è finita senza utilizzo di cateteri o altri strumenti invasivi: il paziente torna a casa senza traumi – ci spiega la titolare del centro Calabrese, dottoressa Maria Luisa Calabrese – Con l’utilizzo di questa macchina si studiano gli stent, nei pazienti che hanno subito interventi con apposizione di stent (presidi cardiologici che vengono applicati alle ostruzioni gravi). La Tc 128 strati, quella utilizzata nel nostro centro, è in grado di studiare perfettamente questi tipi di patologie e di pazienti, perché rispetto a quelle classiche può seguire l’andamento del vaso post-stent, cosa che non può fare una macchina di potenza inferiore».

Chi si rivolge ai grandi centri della sanità del nord (i «viaggiatori della speranza») dovrebbe sapere che esistono anche in Puglia delle apparecchiature di ultima generazione, nel campo della diagnostica per immagini in grado di evitare fastidiosissimi (e a volte pericolosi) esami invasivi: basta informarsi. Le attrezzature del medico a cui ci rivolgiamo sono fondamentali: mezzi obsoleti possono solo danneggiarci. Nella sanità privata c’è chi sa puntare sull’innovazione tecnologica. Nei pazienti con sospetta malattia ostruttiva – coronarica, grazie alla Tc 128, si possono individuare con chiarezza le placche di vari tipi: da quella calcifica a quella fibrolipidica, fino a quella mista. La macchina ricostruisce il lume del vaso, cioè il diametro del vaso sanguigno, e attraverso dei calcoli di tipo matematico stabilisce il grado di stenosi del vaso. Anche lo studio dei bypass coronarici è più semplice con questo strumento: la visualizzazione è perfetta, come potete vedere nelle immagini.

«Per quanto riguarda le coronarie si possono studiare anche le piccole anomalie benigne rappresentate dal decorso anomalo – spiega la dottoressa Calabrese – Abbiamo avuto un giovane paziente che si è rivolto a noi per un dolore anginoso atipico, con un test da sforzo un po’ dubbio: lo abbiamo sottoposto a coronaro-Tc e aveva un ponte intramiocardico, cioè passaggio dell’arteria coronarica nel miocardio. Quando si sforzava, l’arteria dava dolore anginoso. La Tc 128 è un occhio che vede ogni minimo particolare del nostro corpo, in zone irraggiungibili con gli strumenti tradizionali. Esiste l’applicazione Tc 128 per lo studio dell’apparato urinario, come per le coronarie: non ci sono più zone irraggiungibili. Tutte le cavità urinarie, dai calici fino agli ureteri, tutto si svela in pochi istanti, con 128 immagini al secondo. «Oggi è possibile l’uro-Tc, cioè studiare l’apparato urinario attraverso le due e le tre dimensioni (nel video vedrete le immagini tridimensionali) – spiega la dottoressa Maria Luisa Calabrese – È fondamentale la figura del tecnico radiologo specializzato nell’uso di queste attrezzature e del medico che risponde a requisiti clinici ben precisi. Anche in questo caso la procedura è simile a quella di una Tc normale, però con delle scansioni particolari sull’apparato urinario che poi vengono ricostruite secondo il quesito clinico».

 La Tac 128 introduce cinque notevoli progressi nel campo della diagnostica: velocità, risoluzione spaziale, confort del paziente, riduzione della dose di raggi, immagini tridimensionali. La velocità con cui vengono acquisite le immagini del cuore ha un livello mai raggiunto prima: inoltre, si possono vedere con chiarezza i movimenti di questo organo fondamentale per la nostra vita.  La tecnologia ha raggiunto livelli di cui il Salento non può privarsi, ma è importante comunicare che non c’è più bisogno di andare lontano per trovare le risposte giuste. L’innovazione tecnologica dei tomografi TC ha raggiunto risultati straordinari per la prevenzione diagnostica delle malattie coronariche, per cui si può parlare di vera rivoluzione tecnologica: anche il Time ha dedicato una copertina a questo grande passo in avanti della scienza.

L’istituto Calabrese ha puntato sul servizio secondo gli attuali «gold standards internazionali», dotandosi della tecnologia all’avanguardia, la migliore presente sul territorio nazionale: della stessa macchina sono dotati il Frisbie Memorial Hospital – USA e il Kanoya Heart Center  in Giappone. A questo bisogna aggiungere che la tecnologia di cui stiamo parlando appartiene alla classe «ultra low dose» in grado di ridurre l’esposizione del paziente ai raggi X di circa il 60-70 per cento rispetto alle migliori apparecchiature low dose. Tutti gli organi in movimento vengono studiati e osservati in ogni loro piccolo particolare. C’è un’équipe in grado di lavorare su ogni dettaglio per la sicurezza e l’efficienza nel servizio al paziente. La Tc 128 è una grande opportunità per la sanità salentina.