LECCE – “Negli anni ‘90 tutte le attenzioni erano concentrate sui centri storici delle città, con importanti programmi di finanziamento che ci restituirono autentici gioielli. Ma le periferie urbane, un po’ ovunque, hanno pagato a caro prezzo questo disinteresse. Da qualche anno, però, questa tendenza ha cominciato ad invertirsi e oggi è proprio dalla qualità della vita nei quartieri popolari che, a mio parere, si misura il buon governo delle città”. Lo dichiara il candidato sindaco del Centrodestra, Saverio Congedo.

“Le condizioni in cui versano i nostri quartieri periferici – prosegue Congedo – sono scandalose. Edifici che perdono pezzi, campetti e aree un tempo verdi abbandonate al degrado. Servono servizi capillari, luoghi di aggregazione per giovani ed anziani e trasporti efficienti. Ci sono cose che può fare il Comune ma sarà indispensabile anche la collaborazione dell’intera filiera istituzionale, da Palazzo Carafa fino a Bruxelles. Si dovrà lavorare per incentivare l’apertura di attività commerciali, si può pensare ad agevolazioni sulla tassazione locale ma andranno anche riviste le condizioni di accesso ai locali commerciali sfitti di proprietà dell’Arca Sud.

Sicuramente ci sarà da predisporre maggiori garanzie di sicurezza, prevedendo un posto fisso di polizia locale e lavorando con le forze dell’ordine per migliorare il controllo del territorio in questi quartieri.

Ma in tutta Europa, sono state la cultura e la creatività a rivelarsi delle opportunità importanti per lo sviluppo delle periferie. Per rigenerare questi palazzi e queste strade, in epoca di finanze comunali ridotte all’osso, agevolazioni fiscali e finanziamenti destinati a imprese culturali e distretti creativi, in Italia e all’estero, si sono già rivelati strumenti formidabili.

Serviranno idee e coraggio da parte di tutti – conclude il candidato sindaco – per dare nuova vita a queste strade lontane dai salotti buoni e dal barocco del centro, ma è questo il futuro in cui voglio portare la mia Lecce. Un futuro in cui la qualità della vita non dipenda più dalla via in cui si è nati”.