Il 29 aprile alle ore 3:00 in concomitanza con gli Stati Uniti è andato in onda, il terzo episodio in lingua originale di Game of Thrones. La puntata intitolata “La lunga notte”, notte comincia presentandoci lo schieramento per il grande scontro all’esterno delle mura di Grande Inverno. Ser Jorah, accompagnato da Spettro, è in prima linea a comando dei Dotraki, dietro di loro a difendere le mura del castello ci sono gli Immacolati, capeggiati da Verme Grigio. Prima che la battaglia cominci arriva Melisandre per fornire il suo aiuto, con i sui incantesimi incendia le spade Dotraki, offrendo uno spettacolo visivo da urlo. Dopo aver incendiato le armi, la donna rossa viene accolta all’interno delle mura, ad attenderla per primo c’è ser Davos, bramoso di vendetta nei suoi confronti, perennemente adirato con lei per aver provocato la morte di Shereen Bareatheon, figlia di Re Stannis, Melisandre invece rassicura l’uomo dicendogli che non sarebbe arrivata all’alba.
Ser Jorah, Spettro ed i Dotraki avanzano sferrando per primi l’attacco contro il temibile nemico ma Spettro esce di scena e non si capisce che fine faccia, molti Dotraki muoiono, mentre alcuni di essi rimasti, riescono a compiere la ritirata insieme a Ser Jorah. L’esercito dei morti avanza, gli Immacolati proteggono il ripiegamento, intanto la donna rossa con la magia incendia la trincea, impedendo ai non morti di passare anche se per poco perché tramite l’influenza del Re della notte, essi riescono comunque ad oltrepassarla. Durante la battaglia il primo a perire è Eddison Tollett, detto l’addolorato che per salvare Samwell Tarly viene trafitto alle spalle da un non morto. Il vero scontro avviene principalmente, all’interno delle mura di Grande Inverno dove l’esercito dei vivi decide di rintanarsi. Nel frattempo Jon, in groppa a Rhaegal e Dany in sella a Drogon si perdono tra le tormente, senza riuscire a dare per un bel po’ il loro supporto in battaglia. Intanto i non morti riescono a superare le mura di Grande Inverno, attaccando subito i superstiti rifugiatisi all’interno. In questa occasione a perdere la vita è la giovanissima Lyanna Mormont, stritolata da un gigante non morto, a cui prima di perire riesce ad inferire un colpo mortale, dimostrando di non essere una bambina e morendo da vera donna. Invece Jaime e Brienne lottano insieme con armonia ed intesa, resistendo alle forze oscure, cosí come Gendry e Podrick. Nel mentre, Arya si scatena, dimostrando le sue eccelse abilità nel combattimento, utilizzando la nuova arma forgiata da Gendry. La ragazza lotta, non si arrende, si nasconde, agisce furtivamente come una vera assassina. Tuttavia lei è la stessa eroina che prova paura e piange correndo tra i corridoi di casa sua mentre i non morti la inseguono ma proprio in questi momenti, Arya si rivela ancora più coraggiosa e determinata tanto da incitare con il suo comportamento il Mastino a reagire dinanzi all’orrore. L’uomo che in un primo momento si era rassegnato perché sicuro della sua morte e di quella di tutti gli altri vivi, vedendo in difficoltà la giovane, corre in suo aiuto, accompagnato da Beric Dondarrion che per salvare l’amico Cleagane e la ragazza, si sacrifica facendo loro da scudo mentre tutti e tre correvano nei corridoi di Grande Inverno. Beric, è stato resuscitato per ben sei volte, ora ha compiuto il suo destino, come detto dalla donna rossa, ovvero aver condotto in salvo Arya ed il Mastino.

Intanto nelle cripte Sansa, Tyrion, Varys, Missandei insieme a donne e bambini vengono assaliti dai non morti, mentre più di qualcuno perde la vita, Sansa e Tyrion notevolmente intimoriti si nascondono dietro una statua di casa Stark, mostrandosi molto uniti e provando l’un l’altra un forte affetto reciproco. Nel frattempo Dany ordina al suo drago di uccidere il Re della notte ma il Dracarys è inefficace, la regina riesce a salvarsi fuggendo in volo con suo figlio. Jon ne approfitta cercando da terra, di compiere un agguato al Night King ma fallisce ed il Re della notte, riporta in vita i suoi, lasciando l’eroe accerchiato dai nemici, Dany ritorna sul campo in suo aiuto, facendo bruciare da Drogon una grande marmaglia nemica. Il drago però viene ripetutamente colpito da moltissimi non morti e nel tentativo di liberarsi, fugge via prendendo il volo ma lasciando cadere a terra Dany che viene repentinamente salvata dal suo fedelissimo ser Jorah. L’ uomo per difendere la sua regina subisce gravi ferite ma continua a combattere fin che può. Intanto Jon vorrebbe andare da Bran per colpire e uccidere il Re degli Estranei ma si ritrova a dover fronteggiare Viserion e non gli è possibile raggiungere l’albero della vita, dove Bran è protetto da Theon e dai suoi uomini di ferro. Theon sopravvive ogni oltre aspettativa è l’ultimo dei suoi a soccombere, dimostrandosi un grande combattente valoroso e leale. Il Night King, giunge insieme ai suoi generali nel luogo in cui Bran e Theon lo aspettano, il giovane Greyjoy consapevole della sua forza e virtù sfida il Re della notte, venendo però ucciso e trafitto dalla sua stessa arma. Questo personaggio si è riscattato completamente dimostrando fedeltà verso quella che da sempre è stata la sua casa e la sua famiglia, lottando per amore di Sansa, rendendosi conto alla fine di essere sia un Greijoy che uno Stark, affrontando la morte da vero guerriero. Il Re della notte senza alcun ostacolo può uccidere senza problemi Bran ma proprio quasi ad atto compiuto, gli interviene Arya alle spalle eludendo stranamente i suoi generali, al contempo Jon emette un grido di guerra contro Viserion, che ci sia un collegamento tra i due eventi? E’ possibile che Jon abbia mandato un segnale alla “sorella”? Gli sceneggiatori non hanno voluto fornire dettagli, forse per una ragione che noi non conosciamo ma possiamo solo un po’ immaginare. Comunque il Re oscuro avverte la presenza della ragazza, si gira e la stringe per il collo ma con astuzia, Arya lascia cadere la daga in acciaio di Valiria, precedentemente appartenuta a Ditocorto, dalla mano sinistra con cui stava per colpire e l’afferra con la mano destra, infilzando al ventre, in uno spettacolare colpo di scena, il Re della notte che muore disintegrandosi assieme al resto del suo esercito. Nel frattempo Ser Jorah dopo essersi preso cura della sua amata regina fino alla fine, crolla a terra ed esala il suo ultimo respiro, a causa delle troppe e profonde ferite. In fine Melisandre accompagnata da Ser Davos esce dalle mura di Grande Inverno, si leva la collana e l’uomo è l’unico così a conoscere la sua vera natura di donna anziana. Quindi una volta rottosi l’incantesimo la donna si polverizza e svanisce per sempre proprio come da lei predetto.

Questo episodio della durata di 82 minuti, è stato ben curato e strutturato, la regia è potente e solida, la scenografia è incantevole, la colonna sonora sontuosa, la sceneggiatura come sempre impeccabile, forse la fotografia si è rivelata un po’ cupa ma più che una sbavatura, è molto probabile che sia stata una scelta a mio parere condivisibile, per rendere la lunga notte ancora più tetra delle altre. Una puntata di questo calibro resterà nella storia delle serie tv, un autentico capolavoro che rievoca la leggendaria battaglia finale de Il Signore degli anelli come intensità, energia e pathos. Gli attori sono stati a dir poco memorabili, tutti ma davvero tutti, molto esperti. In questo episodio la performance di Maise Williams (Arya) è stata magica e favolosa sia sul piano dinamico, nelle scene d’azione che in quello espressivo. Alla fine gli sceneggiatori hanno voluto concedere il merito del trionfo ad Arya, in effetti il suo percorso l’ha resa la prescelta per uccidere il Re della notte. La ragazza ha cominciato ad allenarsi all’età di nove anni, diventando una fatale assassina. È lecito pensare che fosse comunque lei la candidata perfetta, solo lei poteva riuscire nell’impossibile, d’altro canto la morte ha mille volti e questo la giovane Stark lo sa molto bene. Questa puntata, colma di momenti epici e drammatici, in cui la tensione e la paura fra i personaggi non è mancata, ci ha regalato gioie e dolori, restando indimenticabile per il mood, l’atmosfera infernale e bellica ma soprattutto per la meravigliosa ed intrecciata trama che non cessa mai di sorprenderci. Inoltre gli autori ci hanno fatto il dono di lasciare in vita i personaggi fondamentali, anche se quelli minori che sono venuti meno, mancheranno moltissimo ai loro fans. Finita la grande guerra, nelle prossime puntate, saranno come spesso succede in GoT, la politica e la strategia a fare la differenza, nel grande scontro tra le due regine. Questo episodio è a dir poco sublime in tutti i suoi aspetti, consiglio a tutti gli appassionati di GoT di non perderlo.

Francesco Stomeo