LECCE – Innanzitutto voglio essere chiaro da subito. Barbas è un patrimonio della storia del Lecce e del calcio mondiale, non merita questa condizione di “esule” o il rituale delle fake news. La sua non è indigenza economica, come descritto da alcuni giornali, si tratta di un dramma esistenziale vero e proprio. Lo so. Prima di prendere l’aereo me lo disse: “Non fatemi andare via di nuovo”. Oggi ha chiarito che sta bene, ma, provate a chiedergli se vuole trasferirsi a Lecce.

Quando assieme a Corrado Jurlano lo abbiamo voluto riportare a Lecce per il Memorial dedicato al mitico Presidente Franco Jurlano e ai trent’anni dalla prima promozione in serie A, abbiamo percepito da subito che Lecce fosse casa sua, lui è stato sradicato già quando Boniek lo rimpiazzò con Aleinikov. Con una semplice differenza: Barbas è unico e ci ha fatto sognare, altri giocatori non sono andati “oltre” il calcio, come ha fatto lui. Barbas era un giocatore capace di far viaggiare la fantasia, uno di quelli che del calcio hanno fatto una vera e propria arte.

Più forte della storia giallorossa può darsi, ma, più geniale, più umile, di maggior classe, di sicuro. Insomma, per essere chiari, una bandiera giallorossa. Ha sempre amato Lecce ed il Lecce e l’amore è corrisposto.

Ricordo che giocò la partita del trentennale della serie A del Lecce al Via del Mare, gara con tutti i protagonisti del 1985-1986, con le mie scarpe. Da quel momento le custodisco come una reliquia. Prima di partire me lo disse chiaramente: “Non voglio andare via da casa mia, da Lecce”. In me si è aperta una voragine, una voragine che non potete immaginare. Se avessi avuto i soldi per potergli garantire una permanenza dignitosa a casa sua, a Lecce, lo avrei fatto e lo farei ancora oggi. Gli sportivi giallorossi, tutti, non possono dimenticare un campione del suo calibro. Barbas è il Lecce. Punto.

Beto è un uomo umile, gentile, pacato, modesto e intelligente: un campione, un genio e un fenomeno da giocatore. Un uomo tormentato, da sempre, o meglio, da quando è lontano da Lecce.

Quando grazie alla sensibilità del collega Alessandro Bonan di Sky tornò a parlare in diretta tv, assieme ai fratelli Di Chiara e Pasculli, Beto tornò ai vecchi fasti per qualche minuto. A suo modo espresse la timidezza ed il rammarico di non vivere nel Salento. Riportarlo a casa sua, a Lecce, è un obiettivo di quanti amano sul serio la nostra storia ed i nostri sogni intramontabili.